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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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Il pagamento della merce nel commercio internazionale

Come può tutelarsi il venditore di una partita di vino se, per effetto della differente forza contrattuale fra le parti, egli non riesce ad ottenere che il relativo pagamento avvenga al momento in cui consegna la merce all’acquirente? Infatti, in caso di morosità di quest’ultimo, il confidare semplicemente nei mezzi di tutela giudiziaria può spesso risultare inadeguato o poco efficace. La strada rischia di essere quanto meno lunga e costosa, sia se l’acquirente è italiano (ipotesi di commercio interno), sia se è uno straniero (commercio internazionale).

Nel primo caso, infatti, bisogna ricorrere ai nostri tribunali, che versano in condizioni operative alquanto tristi, come notorio. Poi, una volta ottenuto un titolo esecutivo che condanni l’acquirente a pagare (decreto ingiuntivo ovvero sentenza), bisogna agire in via esecutiva contro il debitore: ciò produce un risultato utile solo se si riescono ad individuare beni di quest’ultimo da espropriare. Altrimenti si è conseguito solo una 'vittoria di Pirro'.

Nel secondo caso, a tali problemi si aggiungono quelli di individuare l’autorità giudiziaria cui ricorrere, sia per ottenere la condanna del debitore, sia per agire in via esecutiva contro quest’ultimo. In altre parole, il creditore ben può trovarsi costretto ad agire dinanzi ad autorità giudiziarie straniere. Ciò non sempre è un male, ma le difficoltà aumentano (quanto meno si inseriscono quelle linguistiche), essendo inevitabile richiedere l’assistenza legale di avvocati dello Stato cui appartiene il giudice adito. Ad esempio, se quest’ultimo è cinese, sarà necessario richiedere l’intervento di avvocati cinesi, in quanto il processo si terrà secondo le regole processuali e la lingua di tale paese.

Ecco, in estrema e sommaria sintesi, perché è vitale per il venditore cercare di garantirsi il pagamento della propria merce in altro modo. Ciò può avvenire richiedendo che l’acquirente, prima di ricevere la merce, consegni idonee garanzie per il saldo del prezzo dovuto. Tuttavia, affinché simile fondamentale meccanismo funzioni alla prova dei fatti (e cioè nel momento in cui ci si trova a pretendere la consegna delle garanzie o, ancor più, ad escuterle), è necessario che sia stato redatto in modo adeguato il contratto a suo tempo stipulato tra venditore ed acquirente moroso. In altre parole, in primo luogo va evitato che siffatto contratto non offra spazio a contestazioni capaci di far saltare la stessa concessione della garanzie o le renda nulle o inoperanti. In secondo luogo, le stesse garanzie devono essere state prestate non solo da soggetti solvibili, ma anche sulla base di un testo contrattuale che, a sua volta, non consenta al garante di sottrarsi ai propri obblighi.

Vediamo come risolvere nel commercio internazionale buona parte dei problemi appena illustrati.

Con riferimento a quelli evitabili redigendo un buon contratto di compravendita, un valido metodo è ricorrere agli INCOTERMS® elaborati dalla Camera di Commercio Internazionale (la loro ultima revisione è avvenuta nell’anno 2010). Essi servono per regolare con precisione – mediante il ricorso ad una semplice sigla, cui va fatto seguire il nome del luogo o del porto convenuto – le obbligazioni, le spese (ivi comprese quelle assicurative) ed i rischi connessi alla consegna della merce da venditore e compratore. In tal modo, viene disciplinata con precisione una parte significativa del contratto di compravendita, fermo restando che essi non coprono le clausole relative all’individuazione della merce oggetto di accordo, al pagamento del prezzo ed al passaggio di proprietà. Tali questioni vanno quindi regolate con apposite nonché distinte previsioni contrattuali.

Esistono due tipologie di INCOTERMS®: quelli applicabili per qualunque mezzo di trasporto prescelto per trasferire la merce e quelli utili solo se trattasi di trasporto marittimo o per vie d’acqua interne. Al primo gruppo, appartengono le regole EXW (franco fabbrica), FCA (franco vettore), CPT (trasporto pagato fino a...), CIP (trasporto e assicurazione pagata sino a...), DAT (reso al terminal), DAP (reso al luogo di destinazione), DDP (reso sdoganato). Rientrano invece nel secondo gruppo le regole FAS (franco lungo bordo), FOB (franco a Bordo), CFR (costo e nolo), CIF (costo, assicurazione e nolo).

Per scongiurare invece i pericoli discendenti dalla cattiva redazione delle garanzie, una via è ricorrere ad altro strumento elaborato dalla Camera di Commercio Internazionale, e cioè le Norme e gli usi uniformi relativi ai crediti documentari (in ultimo revisionati nell’anno 2007). Tali regole si applicano a qualunque credito di tal genere, quando il relativo testo contrattuale le richiama espressamente. Il vantaggio nell’adottarle è rappresentato dalla circostanza che gli operatori economici possono così fare affidamento su una regolamentazione della garanzia contrattuale che si ispira alla prassi commerciale, evitando per quanto possibile le trappole di legislazioni nazionali spesso contrastanti (non si sfugge comunque alle loro regole di natura imperativa, non derogabili contrattualmente).

In conclusione, bisogna ancora avvertire circa la necessità di coordinare adeguatamente la scelta dell’INCOTERM® con il credito documentario prescelto: ad esempio, l’applicazione della consegna EXW (franco fabbrica, che potremmo definire 'franco cantina' , ma solo per intenderci qui), solitamente prescelta dal venditore, rischia di creare serie difficoltà all’operatività dei crediti documentari ricollegati all’operazione di compravendita. Ciò in quanto, al momento di escutere la garanzia, risulta difficile al venditore provare di avere consegnato tempestivamente al venditore la documentazione necessaria per farne scattare l’operatività. Per contro, se detta documentazione viene data allo spedizioniere, la prova in questione è relativamente semplice: ecco una ragione per preferire la regola FCA (franco vettore). Insomma: la materia è tecnicamente complessa, ma per il venditore la cosa peggiore è evitare di affrontarla, 'mettendo la testa sotto la sabbia'. Specie se la partita di vino venduta risulta di rilevante valore economico.

avv. Ermenegildo Mario Appiano
(dottore di ricerca in diritto Ue)