Seguici anche su
facebook  rss  twitter

Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

Ricerca nel sito

Vini sfusi, il futuro è quanto mai incerto

È tempo di bilanci anche per il vino sfuso: lo fa The Drinks Business con un suo articolo che analizza le tendenze di questo segmento di mercato di grande importanza per il commercio vinicolo mondiale. Se nel 2015 si sono raggiunti i 36,3 milioni di hl (+3%) e una diminuzione in valore del 13,7%, l’anno appena trascorso ha visto una inversione netta di tendenza nei prezzi, anche se diversa da Paese a Paese. Le cause sono molteplici: in Europa la siccità ha causato una vendemmia abbastanza contenuta mentre a livello locale vanno ricordate le forti grandinate che, ad esempio, hanno colpito la regione del vino sfuso del Languedoc francese. Nell’emisfero Sud la vendemmia 2016 ha registrato in Cile e in Argentina un calo produttivo rispettivamente del 25% e del 30% dovuto in gran parte agli effetti del Niño, l’incremento di pressione atmosferica dovuto al riscaldamento delle acque dell’oceano pacifico.

Il futuro appare più che mai incerto, con i buyers costretti a scegliere se garantirsi subito gli approvvigionamenti necessari oppure mantenere i nervi saldi e attendere coraggiosamente se vi sono nuove occasioni da cogliere. I dati statistici più recenti, pubblicati lo scorso mese da Il corriere vinicolo, indicano nei primi nove mesi del 2016 al primo posto la Spagna, con 9,7 milioni di hl e un prezzo medio di 43 dollari/hl. Segue l’Italia con 3,8 milioni di hl e un prezzo medio praticamente doppio: 82 dollari/hl. A quasi 3 milioni di hl Australia e Cile, con 73-75 dollari/hl. Al quinto posto la Francia, che con ‘soli’ 1,3 milioni di hl realizza però il miglior prezzo: 149 dollari/hl.