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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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Un anno di assestamento per i vini italiani in Usa

L’Italian Wine & Food Institute non esita a definire ‘di assestamento’ l’anno appena trascorso per i vini italiani negli Stati Uniti. Vi sono state infatti nell’import vinicolo del 2016 in Usa notevoli oscillazioni da nazione a nazione, dal -26% dell’Argentina e dal -13,6% dell’Australia al +29% del Cile e dal +14% della Nuova Zelanda, e in tutto questo ottovolante i vini italiani sono riusciti a mantenersi abbastanza stabili, segnando a fine anno una quantità di 2,54 milioni di hl (-0,5%) e 1,34 miliardi di dollari in valore (+3,1%) confermando così il primo posto. Se poi si aggiungono spumanti, vini liquorosi e vermut il totale dell’export italiano si avvicina a 1,8 miliardi di dollari. L'Italia occupa il 33% in valore ed il 29% in quantità dell’import statunitense ed il prezzo medio dei vini italiani imbottigliati risulta di circa 5 dollari al litro contro i circa 9 dollari dei vini francesi, i più cari, ed i 3 dollari dei vini australiani, i meno cari. In grande evidenza poi la crescita degli spumanti italiani, che per l’anno appena trascorso raggiungono i 632.000 hl per un valore di oltre 35 milioni di dollari, un incremento del 30,8% in quantità e del 36,4% in valore.