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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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Mediobanca, indagine sul settore vinicolo 2017

Si chiude un anno, il 2016, indubbiamente positivo per il vino italiano poiché esportazioni e domanda interna sono salite rispettivamente del 6,6% e del 5,3%. Lo si ricava dalla indagine sul settore vinicolo 2017 a cura dell’Area Studi di Mediobanca, di recente pubblicazione. Anche per il 2016 Cantine Riunite-Giv si conferma prima per fatturato (566 milioni di euro, +3,6% sul 2015), seguita da Caviro (+1,1% e 304 milioni), Antinori (+4,5% e 218 milioni, primo gruppo non cooperativo) e Zonin (+5,1% e 193 milioni). Cavit (+6,7% e 178 milioni) sale dalla settima alla quinta posizione, seguono Fratelli Martini (+9% e 174 milioni), la divisione vini della Campari (169 milioni), Botter (+6,6% e 165 milioni), Santa Margherita (+32,9% e 157 milioni), Enoitalia (+9,7% e 148 milioni). Per quanto riguarda le aspettative di vendita per il 2017, il 10% delle aziende contattate prevedono una contrazione dei propri ricavi, mentre circa la metà prevede una crescita inferiore del 5% e ben il 17,3% un aumento di fatturato superiore del 10%. Stessa tendenza anche osservando solo le aspettative di export, con il 24% delle aziende che prevedono per l’anno in corso un fatturato cresciuto di oltre il 10%. Un utlimo sguardo infine ai principali canali distributivi: il 39,2% dela produzione vinicola prende la via della Gdo seguita dai grossisti e intermediari con il 16,3%. Wine bar e altri canali assorbono il 15,8%, la Ho.Re.Ca. il 15,2% mentre le vendite dirette assommano al 13,5%.