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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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  • Continua la shopping in Francia della cinese Cofco

    Il gruppo agroalimentare cinese Cofco annuncia di avere acquistato in Francia per 10 milioni di dollari il domaine Château de Viaud con venti ettari di vigneto a denominazione Lalande-de-Pomerol. L'accordo non si limita solo al semplice passaggio di proprietà ma prevede anche una partnership per la distribuzione.

    Questa transazione rappresenta la quarta acquisizione in Cina dopo quelli del Bordeaux Chateau Latour-Laguens nel 2008, il castello di Richelieu nel 2009 e Chateau Lafitte Chenu nel 2010 e dimostra il crescente interesse in Cina per il vino francese spinto da una sempre maggiore richiesta dei mercati dell’Est di vini di qualità.


  • Il 10% del vino della Repubblica Ceca risulta di provenienza estera

    Vini comprati all’estero a prezzi molto bassi e venduti poi come vini locali o tagliati clandestinamente, un fenomeno che sembra dilagare inarrestabile nella Repubblica Ceca e che viene calcolato dall’ispettorato frodi nazionale addirittura al 10% della quantità complessiva venduta. Il fenomeno riguarda soprattutto gli operatori vinicoli della Moravia, la più nota zona vinicola della repubblica ceca, e sembra ripetersi ormai da tempo.

    ‘I viticoltori cechi non si sentono minacciati dalla concorrenza dei vini stranieri di qualità, ma da quelli a bassissimo costo e di qualità più che discutibile’, dice Pavel Krska, direttore del Narodni Vinarske Centrum, il Centro nazionale della viticoltura. Fatto sta che alcune cantine sembra riescano ad operare con la massima disinvoltura senza subire alcun controllo superando di gran lunga quel 10% di media fin qui rilevato.


  • In piena espansione il vino biologico in Francia

    Si sono chiuse ieri a Montpellier le porte del 18° Salone dei vini biologici ‘millésime bio’, nel quale 560 espositori di 15 nazioni hanno per tre giorni presentato il meglio di questa produzione che ormai si sente in grado di competere ad armi pari con la produzione vinicola tradizionale sul versante della immagine e della qualità. E in effetti i numeri statistici confermano una costante ascesa: secondo gli ultimi dati statistici la viticoltura biologica o in conversione interessa ormai una superficie di 90.000 ettari, ripartiti tra Italia, Francia e Spagna.

    In Francia le vendite di vini biologici hanno raggiunto nel 2009 un fatturato di 254 milioni di euro, in aumento del 34% in tre anni e il 70% della produzione prende la via dell’export. Il 25% degli acquisti avviene nella grande distribuzione, il 21% in negozi e magazzini specializzati, il 14% dal produttore, il 9% presso una cantina, l’8% sul mercato. E per quanto riguarda la ristorazione, gli organizzatori del Salone sottolineano, come segno di qualità, che ora anche in grandi ristoranti da due stelle Michelin come Senderens o Joël Robuchon è possibile ordinare al tavolo dei vini biologici.


  • Distillazione di crisi anche per Doc e Igt

    Approvato dalla Conferenza Stato-Regioni un decreto che consentirà il ricorso alla distillazione di crisi non soltanto per i vini da tavola ma anche per le Doc e le Igt. ‘In un’ottica di garanzia di qualità – ha affermato il ministo Galan - sì è deciso di subordinare il ricorso alla distillazione di crisi per i vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica all’impegno di procedere, nella campagna successiva a quella in cui si effettua la distillazione, alla riduzione di almeno il 20% delle rese della produzione coinvolta’.

    Entro il 28 febbraio prossimo le regioni dovranno far pervenire al ministero la documentazione attestantApplicae lo stato di crisi e l’indicazione del fabbisogno finanziario da destinare al finanziamento della misura, nel limite massimo del 10% del budget regionale.


  • Due nuove Doc in Abruzzo e la marchigiana Offida diventa Docg

    Il Comitato nazionale vini, riunitosi il 20 e 21 gennaio, ha deliberato positivamente per tredici richieste di riconoscimenti e modifiche di disciplinari di vini Docg, Doc e Igt di varie regioni italiane.

    Per la regione Abruzzo è stato dato parere positivo per il riconoscimento della Doc Villamagna e per la Doc Ortona, entrambe in provincia di Chieti. Per la regione Marche è stato dato parere favorevole al riconoscimento a Docg della Doc Offida e modificata quindi la Doc Offida in Terre di Offida. Parere favorevole infine alla modifica del disciplinare di produzione della Doc Colli Maceratesi.

    Parere favorevole per adeguamenti o modifiche anche alle Doc Bivongi (Calabria), Terre dell’Alta Val d’Agri (Basilicata), Capriano del Colle (Lombardia), Vignanello e Cesanese di Affile e alla Igt Colli Cimini (Lazio). Per la Toscana, infine, modifiche alla Doc San Gimignano e parere favorevole al riconoscimento della Doc dei vini Val d’Arno di Sopra o Valdarno.


  • Nicholas Sarkozy: no alla soppressione dei diritti di impianto

    ‘È un’idea che porterà al disastro’. Non usa mezze parole il presidente della repubblica francese Nicholas Sarkozy riguardo alla liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti che Bruxelles vuole applicare dal 1 gennaio 2016. Alle organizzazioni vinicole riunite ieri a Mittelhausen in Alsazia, Sarkozy ha testualmente affermato: ‘Io sono contrario alla soppressione dei diritti di impianto. Rimuovere o liberalizzare i diritti di impianto vuol dire scegliere il prodotto standardizzato, il prodotto senza terroir, al minor costo possibile, il prodotto che invaderà il mercato, venendo dal nulla per andare dappertutto’.

    Dopo una presa di posizione simile che il cancelliere tedesco Angela Merkel ha preso lo scorso aprile, ora Sarkozy è il secondo capo di Stato della Ue ad opporsi alla volontà della Commissione europea. ‘Conosciamo la forza trainante della coppia franco-tedesca – ha affermato Peter Aguilas, presidente della Confederazione Nazionale dei Produttori di vini e alcolici Aoc – e ora ci aspettiamo che il segnale positivo che ci è stato inviato si traduca in azioni concrete’.


  • Argentina, il vino protagonista di una telenovela

    Inizia oggi sulle frequenze della Tv argentina Canale Tredici una nuova serie televisiva dal titolo ‘Herederos de una venganza’ (eredi di una vendetta) ambientato in una casa vinicola ricreata in uno studio di ripresa dove sono state collocate 300 piante di vite per riprodurre l’aspetto naturale dei filari e, per le scene da girare in cantina, più di un centinaio di botti di legno della provincia di Mendoza.

    Dopo che in Argentina lo scorso anno il vino è stato dichiarato bevanda nazionale, attraverso questa serie televisiva il vino è più radicato nella nostra cultura, ha affermato José Luis Lanzarini, presidente del Fondo vitivinicolo di Mendoza, che ha sottolineato come la decisione di dare un ruolo importante all’industria enologica in questa serie televisiva ricorda quanto gli Stati Uniti fecero a suo tempo con alcune serie destinate anche alla promozione dei propri vini.

    Il sito ufficiale della telenovela si trova su http://www.eltrecetv.com.ar/programa/herederos-de-una-venganza


  • Coldiretti, il 2010 anno record per l’export vinicolo

    In attesa dei dati ufficiali Istat del 2010, si può già affermare che lo scorso anno è stato l’anno record per le esportazioni di vino italiano nel mondo. È quanto emerge da una analisi Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero da gennaio a ottobre.

    Il fatturato stimato è di 3,7 miliardi di euro, un quinto del quale è stato realizzato dagli Stati Uniti che, con un aumento in valore del 9%, sono diventati il primo mercato di sbocco sorpassando la Germania, dove la domanda è cresciuta di solo di un punto percentuale. Risultati eccellenti sui nuovi mercati: in Cina l’export nel 2010 è addirittura raddoppiato, mentre in Russia si registra un aumento del 51% e un valore dell’export stimato in 100 milioni di euro.


  • Crescita a due cifre per i paesi emergenti produttori di vino

    Continua la crescita dei ‘nuovi’ paesi produttori di vino, secondo la classifica stilata dall'Istituto di ricerca specializzato International Wine and Spirit Record (Iwsr) per Vinexpo. Francia, Italia e Spagna continuano ad assicurare più della metà della produzione mondiale, ma nel prossimo quinquennio si prevede una diminuzione delle quantità prodotte: -5,54% per la Francia, -6,78% per l'Italia e -0,98% per la Spagna. La Cina, invece, continua invece ad avere un ritmo di crescita a due cifre (tra il 2010 e il 2014 è prevista addirittura una crescita del 77%), al punto che ora si trova al settimo posto tra i paesi produttori, mentre fino a quattro anni fa non era nemmeno fra i primi dieci.

    Dal punto di vista dei consumi Iwsr prevede che gli Stati Uniti diventeranno nel 2012 il primo mercato mondiale, davanti a Italia e Francia. A far registrare la maggiore crescita saranno i vini rosati, con un aumento dell'8% nel periodo 2010-2014; per i vini effervescenti si attende un aumento del 6%, per i rossi del 4% e per i bianchi del 2,5%.


  • Carlotta Pasqua neo presidente di Agivi

    Per la prima volta nella storia dell’Agivi, l’associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani, viene eletta una donna alla presidenza: è Carlotta Pasqua, veronese, classe 1975. ‘Un obiettivo importante che mi pongo come presidente - afferma la neo eletta - sarà in particolare quello di superare il passaggio generazionale che l’associazione sta vivendo, coinvolgendo sempre più nuovi giovani soci, rafforzandone la coesione con progetti nuovi ed importanti’.

    Tra le molte iniziative in programma, ci saranno proposte di aggiornamento e formazione, educational che promuovano la conoscenza di realtà enologiche di diversi paesi, l'organizzazione di Forum e Convegni dedicati a tematiche di stretta attualità, la realizzazione di momenti di incontro con il pubblico under 40 per promuovere la diffusione di una corretta conoscenza del vino fra i giovani.


  • Il vino apprezza Mozart

    La musica fa bene al vino. È quanto sostengono Thomas Koeberl e Markus Bachmann, due esperti viennesi, che hanno brevettato con il nome di ‘Sonor wines’ la loro scoperta: la musica classica produce effetti positivi al mosto e in particolare la sinfonia n. 41 di Mozart, che modificherebbe il sapore del vino rendendolo più buono e raffinato. Secondo Koeberl, ‘con l'aumento della glicerina il vino diventa più secco, più maturo, il sapore più tondo, ricco e denso’. E Bachmann precisa: ‘L’esoterismo non c’entra niente, è l'effetto dalle onde sonore sul lievito che migliorano il processo di fermentazione’.

    L’idea non è del tutto nuova: già due anni fa, nel 2009, nella scuola di viticoltura di Klosterneuburg fu fatta ascoltare della musica a un Grüner Veltliner e questi diventò più ricco di glicerina e più basso di zucchero. Ma ancora prima Carlo Cignozzi, un produttore della val d’Orcia, con il progetto ‘Suono&Vigna’ delle Università di Firenze e di Pisa, sistemò alcuni altoparlanti tra i suoi filari ottenendo un Sangiovese maturato in anticipo, cresciuto il 50% in più del normale ed esente da ogni tipo di parassita.

    Nessuna magia quindi, ma il fondamento scientifico è ancora da dimostrare. Nel frattempo ogni produttore può sperimentare liberamente: perché non provare con l’Heavy Metal?


  • Cina e Hong Kong diventano il primo cliente dei vini di Bordeaux

    La Cina continentale e Hong Kong insieme sono diventati il primo cliente dei vini di Bordeaux, in termini di valore, con un fatturato di 333 milioni di euro nel periodo da novembre 2009 a ottobre 2010, secondo gli ultimi dati del Consiglio interprofessionale dei vini di Bordeaux (Civb). In termini di volume però la Germania rimane al primo posto per una incollatura, con 255 000 hl, contro i 251.000 hl di Cina continentale e Hong Kong insieme.

    Tutti gli indicatori mostrano che l'anno 2011 confermerà l’attuale tendenza di una ripresa delle esportazioni che, sempre da novembre 2009 a ottobre 2010, registrano un totale di 1,68 milioni di hl (+10%) e 1390 milioni di euro (+7%). Ma se i mercati asiatici sono per il Civb ‘estremamente dinamici’, nell’Ue contina la stagnazione o la discesa: dopo la Germania il Belgio ha importato 218 mila hl (-8%), pari a 116 milioni di euro (-10%), mentre il Regno Unito ha acquistato 204 mila hl (-4%) per un valore di 221 milioni di euro (-8%).


  • Italissima allo scorso Vinexpo di Bordeaux: ‘concorrenza sleale’

    Il Tribunal de Commerce de Bordeaux il 10 dicembre scorso, ma la notizia viene diffusa solo oggi, ha condannato per ‘parassitismo economico’ la società Ital-Assit organizzatrice di Italissima, un evento promozionale per il vino italiano svoltosi durante lo scorso Vinexpo di Bordeaux dal 21 al 24 giugno 2009.

    Italissima si presentava come un maxi tendone di 600 metri quadri esterno all’area espositiva ma evidentemente non troppo, secondo gli organizzatori di Vinexpo. Al suo interno per quattro giorni si svolsero in apposite conference room numerosissime degustazioni guidate di vini italiani rivolte a professionisti e giornalisti del settore vinicolo.

    Alla condanna per ‘parassitismo economico’, di fatto concorrenza sleale, si aggiunge una ammenda di 150.000 euro, un importo ben lontano dall’essere simbolico, commenta Vitisphere.com riportando la notizia.


  • L’Argentina supera il Cile nell’export verso gli Stati Uniti

    Per la prima volta le esportazioni di vino argentino verso gli Stati Uniti hanno superato in valore quelle cilene: nel corso del 2010, infatti, le vendite argentine nel mercato Usa hanno raggiunto 222 milioni di dollari, superando il Cile di 12 milioni: un sorpasso che corona cinque anni di forte e costante crescita (nel 2005 erano appena 76 milioni di dollari), mentre nello stesso periodo il Cile è cresciuto “solo” del 42% (148 milioni di dollari nel 2005).

    Il sorpasso è frutto di un miglior rapporto prezzo-qualità dei vini argentini rispetto a quelli cileni e dalla crescente predilezione del consumatore americano per il Malbec, la principale varietà del vino argentino. Non vanno però dimenticati gli effetti dei forti investimenti per la promozione sul mercato statunitense, circa 1,5 milioni di dollari, che hanno migliorato notevolmente l’immagine dell’Argentina. Per entrambi i paesi, Argentina e Cile, gli Stati Uniti rappresentano la principale destinazione delle proprie esportazioni, rispettivamente con il 34 e il 17% del totale delle spedizioni.