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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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  • Importazioni record di vino in Brasile

    Secondo i dati di Ibravin, l’Istituto brasiliano del vino, le importazioni di vino in Brasile sono cresciute nel 2010 del 27% per un totale di 753.000 hl (nel 2009 gli ettolitri importati furono 592.000) superando il precedente record del 2007 di 608.000 hl. I principali paesi di provenienza sono Cile, Argentina, Italia e Portogallo: queste quattro nazioni hanno insieme venduto più del doppio dell'intera produzione interna brasiliana.

    Il dato positivo dell’import brasiliano, però, sembra influenzato anche dalla corsa agli acquisti che i distributori nazionali hanno fatto nei mesi precedenti il 1° novembre scorso, quando è stato introdotto un sigillo di controllo fiscale la cui imposta ha fatto lievitare i prezzi. Lo scopo del nuovo sigillo di controllo fiscale è quello di aumentare il controllo sul commercio dei vini in Brasile e identificare così i vini di contrabbando, una attività fraudolenta che interessa più di 15.000 hl ogni anno.


  • Riapre il WiMu, il museo del vino a Barolo

    Dopo la pausa invernale riapre oggi i battenti il WiMu, il museo del vino situato nel castello Falletti a Barolo. Già 30.000 sono stati i visitatori in pochi mesi, da quando cioè lo scorso settembre il museo è stato inaugurato, molti dei quali stranieri.

    In occasione della riapertura sono state organizzate una serie di iniziative e di eventi che accompagneranno lungo tutto il 2011 l’attività del museo: da segnalare l’asta del Barolo il prossimo 13 marzo, la Borsa internazionale del turismo enogastronomico, in programma il 21 maggio, l’appuntamento annuale del 5 giugno per la presentazione della nuova annata del Barolo 2007 a cura della Enoteca regionale, per arrivare poi ai festeggiamenti estivi del borgo di Barolo e alla autunnale Fiera internazionale del tartufo.


  • L’impegno ambientalista delle cantine italiane oggi a convegno

    Rispetto per l'ambiente e competitività sul mercato, due esigenze che necessitano di soluzioni condivise: il mondo del vino prova ad offrire risposte con un convegno promosso da E.ON e da Vinitaly e svoltosi oggi a Verona dal titolo ‘Eco - sostenibilità e vantaggio competitivo nelle imprese vinicole’.

    Due le principali direttrici: da un lato le direttive ambientali della Comunità europea, che hanno costretto anche i più tradizionalisti a cominciare a ‘pensare verde’, dall'altro lato invece tra le aziende vitivinicole si fa sempre più strada una mentalità più attenta ad uno sviluppo sostenibile che si concretizza in diverse iniziative come il controllo delle emissioni di gas nocivi, l’utilizzo di bottiglie in vetro leggero, lo sfruttamento delle biomasse ottenute con gli scarti di potatura e gli imballaggi.

    Durante il convegno è stato presentato un sondaggio ealizzato lo scorso febbraio da WineNews e Vinitaly: su 1200 risposte ottenute il 55% è favorevole ad un bollino verde che garantisca l’impegno ecologico della cantina produttrice, mentre il 48% ritiene che l’impegno ecologico delle cantine possa favorire l’affermazione del vino italiano all’estero.


  • Un naso rosso contro l'alcolismo giovanile

    Presentati oggi dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni i primi risultati di Operazione naso rosso, un progetto di ricerca rivolto a tutti i giovani che frequentano abitualmente locali notturni e che rischiano di mettersi alla guida in stato di ebbrezza. Naso rosso ha avuto inizio nel febbraio 2010 e terminerà nel giugno 2011, è attiva in 11 regioni e consiste essenzialmente in presidi nei locali notturni da parte di volontari che informano i ragazzi al loro arrivo e, se consenzienti, li monitorano fino alla fine della serata grazie all'ausilio di alcol test e, se necessario, li riaccompagnano a casa.

    Un bilancio dei primi sei mesi dell'iniziativa ha evidenziato una grande adesione: quasi 44 mila i ragazzi intervistati e 60 mila gli alcol test effettuati dai quali si rileva che, a fronte di 66,4% di giovani negativi all'alcol test all'ingresso in discoteca, un 34,6% sia invece risultato già positivo. All'uscita della discoteca, invece, il 55,9% aveva un tasso alcol emico inferiore ai limiti (dunque un 11% che era entrato sobrio ha ‘sballato’ dentro il locale), i giovani a tasso zero erano scesi dal 33% al 16% mentre il 44% aveva un tasso alcolemico maggiore di 0,5.

    ‘Siamo soddisfatti nel rilevare che tra i giovani emerge un generale senso di responsabilità’, ha dichiarato Irma Casula, presidente del Movimento delle associazioni di volontariato italiano. Ma dall’operazione Naso rosso emerge anche che un ragazzo su tre entra in discoteca già ebbro: tale fenomeno sta portando gli organizzatori a riflettere sull’importanza di interventi mirati non solo nelle discoteche o locali notturni, ma anche presso altri luoghi di aggregazione giovanile battuti in pre-serata.


  • Raddoppia il turismo enogastronomico in Italia

    Vale ormai cinque miliardi di euro il turismo enogastronomico in Italia e nel 2010 sono raddoppiati gli italiani che hanno scelto di fare le vacanza in Italia per motivi enogastronomici, con circa 2,7 milioni di viaggi: lo afferma la Coldiretti in occasione dell’apertura oggi a Milano della Borsa internazionale del Turismo.

    Secondo l’ultimo censimento Istat sono più di 19.000 gli agriturismi italiani in grado di sviluppare una cifra di affari di un miliardo di euro: un volano fantastico per i prodotti agroalimentari italiani che, ricorda la Coldiretti, raggiungono la leadership europea nella produzione biologica e nell’offerta di prodotti tipici con 221 denominazioni di origine protette riconosciute a livello comunitario e 4.511 specialità tradizionali censite dalle regioni.


  • Crescita a due cifre per l’export di vini e alcolici francesi

    Grazie alla ripresa economica e al dinamismo dei mercati dell’Est, compresa la Cina, le esportazioni francesi di vini a alcolici francesi sono notevolmente aumentate nel 2010 (+18,3%), raggiungendo la cifra di 9,09 miliardi di euro. Gli Stati Uniti rimangono al primo posto con 1,6 miliardi di euro e un incremento del 25,4%, seguita dalla Gran Bretagna con 1,3 miliardi di euro (+7,5%) e dalla Germania, con 789 milioni di euro (+5,4%). Al quarto posto il Belgio, unico paese a registrare un calo delle importazioni, con 593 milioni di euro (-2%) e al quinto la Cina, con 564,8 milioni di euro e un sensazionale +78.8%.

    Non si deve poi dimenticare il notevole recupero dello Champagne che vede crescere il suo export del 22% con 1,9 miliardi di euro. Il 2010 è stato infine un anno record per l’export di alcolici francesi: il Brandy è cresciuto del 33% con 1,85 miliardi di euro, mentre per la Vodka l’aumento è stato del 40% con 332 milioni di euro.


  • A Perugia la quarta Conferenza internazionale sul turismo del vino

    La quarta edizione della Conferenza internazionale sul turismo del vino si svolgerà a Perugia dal 30 gennaio al 2 febbraio del prossimo anno. Con questa importante assegnazione si conferma quanto il Movimento turismo del vino sia considerato un punto di riferimento imprescindibile per l'enoturismo in Italia, afferma la presidente Chiara Lungarotti, che ha aggiunto: ‘Il nostro staff è già a lavoro per realizzare l'edizione 2012 in Umbria, a Perugia, in collaborazione e con il supporto delle istituzioni locali e degli operatori del settore. Sarà un'occasione imperdibile per far conoscere la regione, con la produzione vinicola e le altre risorse, gastronomiche, naturalistiche, ambientali, storiche e artistiche’.


  • Lo Champagne mette la crisi alle spalle

    Dopo un ribasso del 5% nel 2008 e del 9% nel 2009 lo Champagne riprende nel 2010 il segno positivo registrando un aumento delle vendite dell’8,9%, da 293,3 a 319,5 milioni di bottiglie. In crescita anche la cifra di affari, che supera la soglia dei 4 miliardi di euro nel 2010 dopo essere crollata a 3,7 miliardi nel 2009 sotto l’effetto di una guerra dei prezzi senza precedenti.

    In Francia le vendite sono state di 185 milioni di bottiglie (+2,3% in volume) mentre all’interno dell’Ue sono state 80,7 (+14%). Crescita a due cifre anche nel resto del mondo, con +29% pari a 53,7 milioni di bottiglie. La Cina, grande consumatrice di Cognac e di vini di Bordeaux, resta ancora un piccolo mercato con circa un milione di bottiglie, ma la crescita è molto elevata: +30% nel 2010.

    E puntare sull’export sembra essere la parola d’ordine tra i produttori per mettere definitivamente alle spalle la crisi degli anni scorsi nella speranza di ritornare ai livelli dell’anno d’oro 2007, con 338 milioni di bottiglie vendute e un fatturato di 4,5 miliardi di euro.


  • Vendite in ripresa per il Chianti classico

    Sembra essere passata la fase negativa del Chianti Classico che nel 2010 registra una crescita di vendite del 21% con punte di crescita del 55% nell’ultimo trimestre. Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato estero con il 27% delle vendite, una cifra che sicuramente il progetto di promozione del Chianti classico attualmente in svolgimento ad Eataly di New York vorrà migliorare.

    Il mercato italiano ha assorbito il 24% della produzione, mentre la Germania conferma il suo trend di crescita (12%) così come il Canada (8%). Seguono poi Regno Unito (7%), Svizzera (7%), Giappone (4%), Olanda (3%), Svezia (3%), Russia (2%).


  • Il vino senza alcol risulta positivo ad alcuni test etilici

    Anche bevendo vino senza alcol si corre il rischio di non superare alcuni test etilici, queste le conclusioni a cui sono giunti un gruppo di ricercatori dell’istituto norvegese di sanità pubblica e pubblicati dalla rivista scientifica Journal of Analytical Toxicology.

    L’esperimento dei ricercatori norvegesi consisteva nel misurare l’assorbimento di alcol in un gruppo di 12 persone dopo l’utilizzo di un collutorio per l’igiene orale contenente alcol e dopo aver bevuto vino senz’alcol. Nel primo caso non è stata rilevata alcuna traccia di alcol nella saliva, né nel sangue o nelle urine, nel secondo caso è stato invece trovato nelle urine un marcatore biologico di consumo acuto, cioè occasionale.

    Una possibile spiegazione, secondo i ricercatori, risiede nel fatto che il processo de dealcolizzazione non toglie dal vino il solfato di etile, che viene assorbito dal corpo umano ed espulso con le urine. Un test alcolemico alle urine potrebbe quindi dare risultati erronei perché non è attualmente possibile distinguere nelle analisi la provenienza del solfato di etile. Nessun problema se il test alcolemico viene svolto sull’alito o sul sangue del soggetto e nessuna possibilità quindi di contestare i risultati degli etilometri utilizzati dalle forze dell’ordine.


  • 12 cooperative siciliane per un unico marchio

    Presentato stamani a Palermo il Consorzio cantine trapanesi riunite che raccoglie 12 cantine sociali che hanno partecipato al bando della Regione per la riorganizzazione del sistema cooperativistico vitivinicolo siciliano. Obiettivo del progetto è raggruppare le 12 cantine nell’unico marchio Cantine siciliane riunite, cui faranno capo 6-8 centri di produzione e vinificazione. Previsto un unico sistema informativo gestionale, un unico centro di ricerca e sperimentazione, un polo per l’imbottigliamento, uno per la logistica dello sfuso e una cabina di regia per gli acquisti, il marketing e la comunicazione.

    Il consorzio ha già cominciato a operare sui mercati esteri, concludendo importanti contratti con alcune centrali d’acquisto dell’est Europa e con la prospettiva di concludere ulteriori contratti in Cina, Russia e Canada. Attualmente le cantine trapanesi riunite coltivano 16500 ettari di vigneto, producono il 20% dell’uva da vino siciliana (1,5 milioni di quintali) sviluppando un fatturato di 50 milioni di euro.


  • Focus Confagricoltura sul vino

    ‘La battaglia che sta portando avanti in Francia il presidente Sarkozy per evitare la liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti va sostenuta. Potrà essere opportuno prevederla dopo la riforma della Pac per opportunità politiche, ma va fatta e l’Italia dovrà sostenerla con forza’. Lo afferma il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni nell’intervento di chiusura del Focus Vino promosso a Roma da Confagricoltura.

    Sul tema dell’Ocm vino Vecchioni ritiene invece necessario un momento di riflessione su come canalizzare la risorse: ‘Senz’altro è importante la valorizzazione del prodotto sul mercato estero, ma anche su quello interno con una promozione intelligente che tenda ad esaltare la cultura del vino e non l’abuso di alcol’.

    Per contrastare poi il calo dei redditi delle aziende vitivinicole, il presidente Vecchioni, analizzando la struttura dei ricavi, osserva come in realtà diminuiscano quelli ottenuti da uva e vino mentre aumentano quelli realizzati grazie alla diversificazione aziendale: vendita di olio, miele, attività agrituristica. ‘Oggi il problema – ha concluso Vecchioni - non è saper fare il vino, ma saperlo vendere ed avere i supporti giusti per agevolare la commercializzazione del prodotto. È a questo aspetto che andrebbero indirizzati i finanziamenti pubblici’.