Seguici anche su
facebook  rss  twitter

Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

Ricerca nel sito

Filtro
  • Indagine Mediobanca 2011 sul settore vinicolo

    È uscita oggi la dodicesima edizione dell'indagine sul settore vinicolo italiano dell'ufficio studi di Mediobanca. Lo studio si compone di due sezioni: l'analisi delle 103 principali società italiane operanti nel settore vinicolo e aggiornamento delle performance borsistiche delle società vinicole internazionali quotate nelle borse mondiali.

    Con un capitale investito di 5 miliardi di euro ed un volume di vendite di 4,2 miliardi, le principali 103 società vinicole italiane rappresentano il 55,1% del valore totale della produzione nazionale nel 2009 ed il 53,8% dell'export (pari a 3,5 miliardi di euro). Lo studio si basa sui risultati di bilancio 2005-2009, sulle anticipazioni per il 2010 e le attese per il 2011, nonché su interviste alle imprese volte ad approfondire alcuni aspetti gestionali (collocazione territoriale della produzione, etichette e canali di vendita).

    Per l'ufficio studi Mediobanca, infine, investire sulle società del vino in borsa conviene: dal gennaio 2001 ai primi del mese l'indice internazionale di Borsa del settore vinicolo è cresciuto del 122%, contro un aumento del 14% dei mercati azionari mondiali. Purtroppo i marchi italiani mancano del tutto.

    L'indagine completa Mediobanca 2011 si può scaricare all'indirizzo http://www.mbres.it/ita/download/indagine_vini_2011.pdf


  • Vendemmia verde 2011, istruzioni dall'Agea

    Nell'ambito dei programmi di sostegno, previsti dall'Ocm vino (regolamenti 1234/07 e 555/08) anche per la campagna 2010/2011 è stata attivata la vendemmia verde, intervento comunitario teso a ridurre la produzione di uva fornendo un contributo economico per la distruzione del raccolto.

    Con la circolare n. 12 dell'Agea sono state emanate le istruzioni applicative per la presentazione, il controllo e il pagamento delle domande il cui termine è fissato da ogni singola regione ma comunque non può essere successivo al 31 maggio prossimo.


  • Verso un raccolto record in Nuova Zelanda

    I viticoltori neozelandesi si aspettano quest'anno una vendemmia da record: circa 310.000 tonnellate di uva contro le 266.000 dell'anno scorso (negli anni Novanta era appena di 50.000). I produttori erano infatti preoccupati per l’impatto che una vendemmia troppo abbondante avesse su un mercato già colpito dagli effetti di un eccesso di produzione, ma le vendite hanno superato ogni aspettativa crescendo del 10% in volume quest’anno ed eliminando così ogni rischio di squilibrio.

    Le stime a giugno 2011 prevedono un volume di vendite annuo di 2,2 milioni di hl, mentre le prime previsioni erano 2,05 milioni, superando così di 300.000 hl il volume del 2010, anche se l’aumento delle vendite è dovuto essenzialmente dalla forte crescita del comparto dei vini sfusi a basso prezzo.


  • No all’allargamento della Igt Emilia, proteste dall’assessorato regionale

    Parere negativo del Comitato nazionale di tutela vini alla modifica della Igt Emilia e da parte dei produttori regionali si innalza un coro di proteste, raccolte dall’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, che definisce ‘paradossale’ la decisione dell’organo ministeriale.

    L’articolo 3 dell’attuale disciplinare della Igt Emilia, infatti, prescrive che la vinificazione, elaborazione e presa di spuma sia possibile solo nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna, nel territorio in sinistra del Torrente Sillaro. Poiché le disposizioni della nuova Ocm vino stabiliscono l’obbligo dal 2013 per le Igt di far coincidere la zona di produzione dell’uva con quella di produzione del vino, la regione Emilia-Romagna aveva formulato una proposta di modifica del disciplinare che permettesse l’elaborazione dei vini frizzanti e spumanti non solo in Emilia ma anche nelle province della Romagna e nelle due province lombarde di Mantova e Cremona, ma questo ‘allargamento’ non è piaciuto al Comitato nazionale che ha respinto la proposta. Il ministero, infatti, aveva chiesto di considerare tutte le situazioni tradizionali, Piemonte e Veneto compresi, e di trovare un accordo che avesse un consenso unanime. Così non è stato e il Comitato non ha potuto far altro che bocciare la richiesta.


  • Crescono le vendite di vino nei discount tedeschi

    Sempre più tedeschi acquistano vino in un hard discount, il Deutsche Weininstitut infatti ha calcolato che per questo canale di distribuzione è passato nel 2010 il 48% di tutti i vini acquistati in Germania. Aggiungendo anche i supermercati tradizionali, la quota sale al 74%. In media, i consumatori tedeschi hanno speso 2,52 euro per un litro di vino, tre centesimi in meno rispetto al 2009. Per le vendite di vini tedeschi i discount, invece, sono meno importanti: solo il 37%, mentre rimangono ancora molto forti le vendite dirette dai produttori e dai commercianti.


  • Il Prosecco approda all’Europarlamento

    Gli europarlamentari trevigiani Antonio Cancian e Giancarlo Scottà sono i promotori dell’iniziativa promozionale ‘Prosecco: più che un vino, una cultura’ che si terrà domani 23 e dopodomani 24 marzo presso il Parlamento Europeo a Bruxelles.

    Sono previsti tre diversi momenti: un tavolo tecnico fra i consorzi dei produttori del Prosecco e la Commissione Europea, cui seguirà una conferenza stampa mentre a sera avrà luogo un ricevimento rivolto in particolare ai deputati europei dove prodotti tipici trevigiani accompagneranno degustazioni di Prosecco che continueranno anche il giorno seguente quando alle ore 13 si terrà un ricevimento in cui verrà presentata l’offerta culturale e turistica della provincia di Treviso e l'attività dei consorzi.


  • L’Italia raddoppia nel 2010 l’export di spumanti in Russia

    I consumatori russi apprezzano sempre più gli spumanti d’importazione ai tradizionali vini spumanti di produzione propria, che per tradizione e contrariamente ai diritti internazionali vengono chiamati “shampanskoe vino” (Champagne). Secondo i dati dell’ultima ricerca elaborati da International logistic systems (ILS), uno dei maggiori operatori logistici specializzati nelle operazioni export-import di bevande alcoliche, le esportazioni di vino di tutte le categorie verso la Russia sono state dominate proprio dallo champagne e dagli spumanti. Nel 2010 le esportazioni verso la Russia degli spumanti sono aumentate, rispetto a quanto registrato nel 2009, del 64,5% e crescono annualmente ma la loro quota è ancora molto inferiore alle esportazioni dei vini tranquilli, che ha raggiunto nel 2010 il 75,5%. Ciononostante, le esportazioni verso la Russia di spumanti e champagne sono salite nel 2010 al 10,6% del totale. Le quote del vermut e dei vini prodotti da frutta sono state rispettivamente del 7,7% e del 6,2 % del totale.

  • Gli Stati Uniti pronti a superare l’Italia come maggiore mercato vinicolo

    L'Italia è oggi il principale consumatore di vino tranquillo in volume nel mondo, ma sarà il secondo prima del 2014, saranno gli Stati Uniti il primo mercato. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Vinexpo Bordeaux, Robert Beynat, durante la presentazione del rapporto previsionale 2010-2015 commissionato all’agenzia britannica International Wine and Spirit Research (Iwsr).

    Questo cambiamento riflette una tendenza che si sta verificando in tutto il mondo: mentre la produzione mondiale di vino rimane relativamente stabile a circa 3 miliardi di casse da 9 litri ogni anno, mercati tradizionali come Francia, Spagna e Argentina assistono a una diminuzione dei consumi, mentre nuovi mercati come Stati Uniti, Cina e Russia crescono. Questi nuovi paesi, nonostante abbiano alti volumi di consumo, hanno ancora un basso consumo pro capite, ha sottolineato Beynat, il che significa un grande potenziale per una ulteriore crescita.

    I mercati asiatici continueranno la loro forte crescita: come negli anni precedenti, il trend positivo sarà guidato dalla Cina, che da 93 milioni di casse da 9 litri passerà a quasi 125 milioni nel 2015, al punto di superare il Giappone nell’import di vino tranquillo. Un riassunto del rapporto previsionale è pubblicato sul numero di Iwsr magazine di febbraio.


  • 8 milioni di hl l’export di vino australiano

    Grazie ad una riduzione del prezzo medio al litro, sceso del 10,6%, l’Australia ha segnato nel 2010 il record nelle esportazioni di vino, aumentato del 3,6% per un volume di 8 milioni di hl. Il vino in bottiglia rappresenta il 54% del volume e l’80% del valore delle esportazioni.

    Malgrado una diminuzione del 14% in valore gli Stati Uniti restano al primo posto, seguiti dalla Gran Bretagna, anch’essa in calo del 17,1%. I due paesi assieme, nonostante la contrazione, assorbono comunque più della metà del vino esportato. Analizzando invece i volumi, è la Gran Bretagna ad essere in testa, con un aumento del 2,3% grazie ad un calo del prezzo medio del 19%, ma soprattutto grazie ad un forte aumento del vino sfuso le cui vendite sono salite del 42% in volume e del 35% in valore.


  • Finanziati 161 progetti per la promozione del vino all'estero

    Sono 161 i progetti in atto per la promozione del vino italiano sui mercati extracomunitari per un impegno finanziario totale di 87,5 milioni di euro di cui la metà circa erogati dall’Ue e 2,8 milioni di euro invece di provenienza delle singole regioni. Lo riferisce l’Agea, agenzia per le erogazioni in agricoltura, aggiungendo che dei 161 progetti cofinanziati ben 109 interessano gli Stati Uniti, seguono il Canada con 43 progetti, la Cina con 35, la Russia e la Svizzera con 30, il Giappone con 28, il Brasile con 24.

    La regione col maggior numero di programmi finanziati è la Toscana (24), seguita dal Piemonte (23), dalla Sicilia (18) dall’Umbria (16), dal Veneto e Abruzzo con 14 a testa. Al Gruppo Italiano Vini è stato riconosciuto il finanziamento più elevato, 2,95 milioni di euro, segue il Consorzio Italiano del Vino con 2,67 milioni di euro. Il finanziamento comunitario più elevato per singola regione è stato invece concesso all’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna con 2,6 milioni di euro.


  • Accordo di libero scambio tra Ue e Corea del Sud

    Il 1° luglio prossimo entrerà in vigore un accordo di libero scambio tra l’Ue e la Corea del Sud: è il primo di una nuova serie di accordi lanciati nel 2007 come parte dell’iniziativa ‘Global Europe’ e rappresenta un trampolino di lancio per quei paesi che stanno andando verso una progressiva liberalizzazione dei loro mercati. Per il settore vinicolo l’accordo in questione significherà l’eliminazione delle tariffe e dei dazi all’importazione sul vino, aceti di vino esclusi, mentre alcune categorie di bevande spiritose dovranno osservare un periodo di transizione. L’accordo inoltre prevede il riconoscimento e la protezione di alcune denominazioni di origine dei vini e di alcune bevande spiritose.

    Per l’Italia l’elenco comprende Chianti, Marsala, Asti, Barbaresco, Bardolino, Barolo, Brachetto d'Acqui, Brunello di Montalcino, Vino nobile di Montepulciano, Bolgheri Sassicaia, Dolcetto d'Alba, Franciacorta, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Montepulciano d'Abruzzo, Soave, Campania, Sicilia, Toscana, Veneto, Conegliano Valdobbiadene, mentre per gli alcolici verrà protetta la denominazione Grappa.

    Sul sito della Commissione europea si può leggere il testo integrale dell’accordo tra Ue e Corea del Sud (in lingua inglese).


     

  • Nuova disciplina per i concorsi enologici

    Con un apposito decreto del ministero delle Politiche agricole del 16 dicembre scorso, emanato ai sensi dall’articolo 21 della nuova disciplina delle denominazioni di origine (D.Lgs. 61 dell’8 aprile 2010), sono state disposte nuove modalità per l’attuazione dei concorsi enologici dei vini.

    Le distinzioni (medaglie, diplomi, premi, trofei, ecc.) potranno essere attribuite ai vini Dop, Igp e ai vini spumanti di qualità, quest’ultima categoria introdotta dalla nuova normativa. I concorsi enologici saranno organizzati da enti ufficialmente incaricati al rilascio dal Mipaaf a seguito di apposita procedura di autorizzazione. Sono soggetti a specifiche disposizioni anche i regolamenti dei concorsi e tutti gli aspetti organizzativi (prelievi dei campioni, commissioni di degustazione, utilizzo delle distinzioni).

    Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 28 del 4 febbraio scorso, ha sostituito il Dm 335 dell’8 marzo 1994.


  • Il consumo di vino rallenta anche nella Grande distribuzione

    In difficoltà il mercato nazionale del vino: le vendite nei supermercati risentono della contrazione dei consumi e rispetto al 2010, il totale delle vendite di vino confezionato presenta un saldo negativo in volume (-0.9%), anche se rimane positivo in valore (+0.4%). È quanto emerge dall'anteprima dell'indagine sulle vendite di vino nella Grande distribuzione realizzata dall'istituto di ricerca SymphonyIRI Group per conto di Veronafiere, che verrà presentata al prossimo Vinitaly.

    In crescita invece le vendite delle bottiglie da 0,75 litri a denominazione d'origine che aumentano del 2,3% in volume e del 3% in valore. Ancor più significativo l'aumento delle vendite nella fascia di prezzo da 6 euro in su, che registrano +11,2% in volume e +10,8% in valore, a dimostrazione che sempre più consumatori acquistano vini di qualità e di nicchia nella Grande distribuzione.


  • Si prevede in Polonia una crescita del 10% degli acquisti di vino

    I consumatori polacchi quest'anno spenderanno per il vino il 10% di più rispetto al 2010, secondo uno studio pubblicato da 'Rzeszpospolita', che prevede di raggiungere in cinque anni la quota di 1 miliardo di euro.

    Oggi i maggiori esportatori di vino in Polonia sono Bulgaria, Germania, Olanda, Francia e Spagna mentre il Cile, parecchio distanziato,è il Paese dell'America latina maggior esportatore. II prezzo rimane il principale ostacolo per l'espansione del mercato del vino in Polonia, perché al prezzo base di esportazione devono essere aggiunti altri costi come il trasporto, le tariffe, le tasse sugli alcolici e l'Iva. Questo fa sì che i vini più economici dominino il mercato così che la maggioranza dei polacchi sceglie di acquistare in una fascia di prezzi tra i cinque e i sette euro a bottiglia.


  • Cresce la promozione del vino spagnolo nel Regno Unito

    L'Istituto spagnolo per il Commercio Estero (Icex) intende intensificare le attività promozionali di vino spagnolo nel Regno Unito nei prossimi mesi, come annunciato dall'Istituto, ricordando come il Regno Unito sia attualmente la seconda destinazione per le esportazioni di vino spagnolo con un valore nel 2010 di 276,86 milioni di euro, +1,8% rispetto all’anno precedente.

    Londra, secondo l’Icex, diventerà l'8 marzo prossimo la capitale mondiale del vino spagnolo, quando all’hotel The Dorchester si svolgerà la XXVII investitura del Grande ordine dei cavalieri del vino. Il 10 marzo, sempre a Londra, si terrà la Wines from Spain Importers & Exporters Fair, un evento promozionale che coinvolgerà 300 aziende vinicole spagnole e 55 importatori.

    Oltre alle attività promozionali in programma, l’Icex ha poi organizzato campagne pubblicitarie ad hoc sulle riviste britanniche, degustazioni per la stampa e altre attività di sponsorizzazione. Il tutto in vista della London International Wine Fair 2011, la fiera più importante del Regno Unito, in programma dal 17 al 19 maggio prossimi.


  • Contributi per gli investimenti nelle cantine

    La Conferenza Stato Regioni ha approvato lo schema di decreto del ministero delle Politiche agricole che introduce le disposizioni nazionali di attuazione dei regolamenti (CE) n. 1234/07 e n. 555/08, per quanto riguarda l'applicazione della misura investimenti.

    Il decreto alla firma del ministro Galan definisce le misure che saranno finanziate con i fondi dell’Ocm vino, separandole in modo netto dalle voci finanziabili nell’ambito dei piani di sviluppo rurale. Verranno disposti contributi per gli investimenti nelle cantine e saranno le regioni dopo l’emanazione del decreto ministeriale ad emanare apposite norme applicative.

    La regione Lombardia ha già predisposto le disposizioni applicative. Vedi articolo sul sito regionale.


  • Indagine Istat sull’uso dei fitosanitari in viticoltura

    L’Istat nei giorni scorsi ha reso disponibile i principali risultati di una indagine campionaria sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari nella coltivazione della vite che viene effettuata in conformità al Regolamento (CE) n.1185/2009 del Parlamento e del Consiglio europeo del 25 novembre 2009 relativo alle statistiche sui pesticidi. Durante l’annata agraria 2009-2010 sono stati effettuati 2,7 milioni di trattamenti, in media 12,3 trattamenti per ettaro di superficie trattata, utilizzando 19,1 milioni di kg di prodotti fitosanitari e distribuendo, in media, 26,6 kg per ettaro di superficie trattata.

    Risulta comunque una diminuzione della quantità utilizzata di principi attivi (-8,6 per cento rispetto all’annata agraria 1998-1999), in corrispondenza di un aumento della superficie trattata. Le aziende che effettuano questi trattamenti fitosanitari sono pari all’89,6% del totale e, mediamente, trattano il 94,3% della superficie nazionale coltivata a vite. La dimensione media delle aziende che trattano la vite è di 0,6 ettari, nettamente inferiore a quella delle aziende che non la trattano (1,7 ettari).

    La pubblicazione dell’Istat è disponibile cliccando qui.


  • Vino e gioielli, un connubio anche economico

    Vino e gioielli sono sempre stati nell’immaginario collettivo fra loro complementari, ma lo stanno diventando sempre più anche in campo strettamente economico. È notizia di ieri infatti che la compagnia produttrice di gioielli cinese Tesiro ha acquistato nel bordolese lo Château Laulan Ducos che produce 150 mila bottiglie l'anno di vino Médoc. A condurre l'azienda resterà l’ex proprietario François Ducos. Si tratta per inciso del quinto acquisto cinese nella regione.

    Lo scorso mese invece il quotidiano The Economic Times ha riferito che il gruppo Lvmh (proprietaria dei marchi Louis Vuitton Moët Hennessy), attraverso il fondo L Capital sta trattando in esclusiva per ottenere una quota della proprietà della compagnia indiana Gitanjali, che controlla la più importante rete di negozi di gioielli del paese. Il quotidiano sostiene che Lvmh è pronto ad investire circa 125 milioni di dollari nell’operazione con l’obiettivo di potere incidere sulle decisioni strategiche della compagnia di gioielli indiana.


  • Export spagnolo, scende ancora il prezzo medio

    La crisi sembra non aver fatto capolino nell’export dei vini spagnoli, che registrano nel 2010 un aumento del 15,6% in volume (17,663 milioni di hl) e del 10% in valore (1,92 miliardi di euro). È però un aumento dovuto alla discesa del prezzo medio dei vini: -4,9% pari a 1,09 euro / litro. La conferma si ha analizzando i singoli comparti: gli spumanti, ad esempio, hanno aumentato le loro vendite addirittura del 360% in volume ma il prezzo medio è sceso da 2,09 euro / litro del 2009 a soli 0,69 euro / litro nel 2010. Per quanto riguarda invece i vini a denominazione di origine, le cifre sono molto simili al precedente esercizio, con un lieve calo dello 0,3% in volume, e un leggero aumento dell’1% in valore. Questi vini sono i principali generatori di reddito per il mercato del vino spagnolo per quasi il 44% del totale.

    Osservando i singoli paesi, la Francia diventa il primo mercato per volume con 3,5 milioni di hl (+14,3%) mentre la Germania è il principale mercato di destinazione in valore con 311 milioni di euro (+5,6%). Da segnalare i forti aumenti di acquisti in Russia (+37,4% in volume), Cina (+368,6%) e Stati Uniti (+20% in volume e +14% in valore).