Seguici anche su
facebook  rss  twitter

Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

Ricerca nel sito

Filtro
  • In Francia i ristoranti preferiscono il vino al bicchiere

    La quasi totalità dei ristoranti in Francia serve vino al bicchiere. Economica, conviviale e sinonimo di consumo moderato, questa formula è in forte espansione e può essere ancora molto sviluppata e diversificata. Una ricerca condotta dal gruppo francese CHD Expert su 180.000 esercizi ci mostra che lo scorso anno l’89% dei ristoranti in Francia ha proposto la formula del vino al bicchiere, mentre due anni prima erano solo il 78%.

    Nicolas Nouchi, direttore di CHD Expert France, ricorda che il vino al bicchiere nei ristoranti non è una novità, ma che si sta sviluppando maggiormente negli ultimi anni anche grazie alla crisi. Sempre più spesso i ristoratori accompagnano al piatto del giorno un bicchiere di vino che permette loro di aver anche un maggior margine di guadagno rispetto alle tradizionali bottiglie. Dall’altra parte il consumatore sostiene un costo minore, mediamente dai 3 ai 5 euro per un bicchiere di vino di fascia media.

    I ristoranti che applicano maggiormente questa formula sono quelli appunto di fascia media i cui conti vanno dai 15/20 euro a persona e che sono anche la maggior quota di mercato della ristorazione in Francia e non solo. Il prezzo medio dei bicchieri di vino più venduti si aggira intorno ai 3,10/3,50 euro. La formula si potrebbe ancora espandere e diversificare maggiormente, in tempi di crisi i consumatori cercano l’economicità e nel contempo sono curiosi di provare vini diversi senza dover spendere per un’intera bottiglia. Potrebbe essere un’opportunità anche per i produttori di vino, poiché le negoziazioni con i ristoratori non si limiterebbero solo al prezzo e al margine di guadagno come per il mercato della bottiglia ma anche alla qualità e diversità dei vini.

    I consigli di CHD Expert ai produttori di vino per vendersi meglio: preparare una accurata descrizione dei propri vini: vitigno, profilo organolettico, temperatura alla quale vanno serviti; suggerire dei piatti precisi a cui vanno accompagnati i vini; presentare bene la gamma e varietà delle tipologie prodotte; chiedere di incontrare chi si occupa del servizio nei ristoranti e della scelta del vino per presentare i propri vini. (g.r.)


  • Russia: una bottiglia di Asti su tre è contraffatta

    ‘Che i numeri fossero elevati lo sospettavamo, ma non pensavamo che si potesse trattare di quattro, cinque milioni di bottiglie. Partiranno subito azioni giudiziarie per chiederne il ritiro dal mercato’, così si è espresso Paolo Ricagno, presidente del Consorzio per la tutela dell’Asti Docg rivolgendosi ieri alla stampa internazionale nella sede del Consolato generale d’Italia a san Pietroburgo.

    Parte così dalla Russia una battaglia legale internazionale per arginare le contraffazioni di Asti Docg e di Moscato d’Asti Docg: tra le cento milioni di bottiglie vendute in tutto il mondo, infatti, otto milioni hanno preso lo scorso anno la via della Russia, il 60% in più rispetto al 2009. Queste azioni legali sono ora possibili perché a seguito di deposito avvenuto il 4 giugno 2008 la denominazione di origine protetta Asti è stata riconosciuta nella Federazione russa mentre finora i legali del Consorzio avevano potuto svolgere solo azioni extragiudiziali per cercare di sospendere la produzione di spumanti con il nome Asti intenzionalmente aggiunto ma che di piemontese non avevano proprio nulla.

    Nel corso della conferenza di san Pietroburgo è stato inoltre spiegato ai presenti come riconoscere i prodotti falsificati ed è stato consigliato l’utilizzo di un programma speciale volto alla tracciabilità del prodotto che dalla lettura del codice di registrazione della bottiglia permette di risalire a tutte le fasi di produzione del vino, dalla data di vendemmia al luogo dell’imbottigliamento.


  • Un coro di 'no' alla chiusura dell'Irvv Sicilia

    Un unanime coro di ‘no’ si alza dal mondo enologico siciliano contro l'ipotesi di chiusura dell'Istituto regionale della vite e del vino avanzata nell'ambito della manovra Finanziaria bis in discussione all'Assemblea regionale siciliana e che prevede l'accorpamento di tanti enti diversi in un unico Centro regionale per l'innovazione in agricoltura.

    Netta presa di posizione della Assovini Sicilia, che esprime una grande preoccupazione e si dichiara fermamente contraria alla proposta di soppressione a cui fa eco quella della Assoenologi. Anche le più note aziende vitivinicole dell’Isola hanno espresso forte contrarietà alla ipotesi di chiusura di un Istituto il cui modello è diventato un riferimento anche per altre regioni, basti ricordare la nascita avvenuta lo scorso anno dell’Istituto regionale della vite e del vino della Campania.


     

  • Con l'Ice in Vietnam alla Original Quality Wine Fair 2011

    L’Istituto nazionale per il commercio estero sta curando la partecipazione di una delegazione italiana in Vietnam alla Original Quality Wine Fair 2011 che si terrà dal 4 al 7 luglio a Ho Chi Minh City e Hanoi. L’evento, alla sua seconda edizione, è il punto di riferimento della produzione vinicola europea in Vietnam ed è riservata alla promozione di vini di qualità, con l’esclusione quindi dei vini da tavola. Sono previste due degustazioni in hotel a cinque stelle, cui parteciperanno importatori e distributori vietnamiti, una cena di gala ad Ho Chi Minh City e un cocktail ad Hanoi.

    Per informazioni: hochiminh@ice.it oppure tel. 00848 38269646.


  • Francia: niente quartino per il celerino

    Sparisce il bicchiere di vino rosso dal vassoio del pranzo dei celerini francesi in missione: Così ha sentenziato una circolare interna della polizia che non ha mancato di sollevare forti polemiche all’interno tra gli agenti antisommossa e i loro sindacati. ‘Il quarto di vino ha sempre fatto parte dei pasti che forniti durante le missioni. È un diritto previsto dalla legge’, ha commentato il sindacato dei poliziotti. Con una legge del 1988 già molti dipendenti pubblici non potevano consumare alcolici nelle mense di lavoro, ma fino ad ora i poliziotti erano stati esentati. Il cambio di rotta è nato in seguito ad alcune foto ritenute indiscrete dalla direzione della polizia e pubblicate di recente dai giornali francesi, in cui si vedevano dei poliziotti in uniforme con una birra in mano.


  • Frascati superiore, Canellino di Frascati e Montecucco Sangiovese diventano Docg

    Importanti novità nel panorama delle denominazioni di origine italiane sono state introdotte del Comitato nazionale vini. Nel corso dell’ultimo incontro sono state infatti approvate all'unanimità le nuove Docg Frascati superiore e Canellino di Frascati, oltre alla nuova Doc Roma, con tipologia Romanella spumante e, sempre per il Lazio, approvata anche la modifica della Doc Frascati. In Campania, approvata a larga maggioranza la nuova Doc Falanghina del Sannio e la nuova Doc Sannio, mentre in Toscana via libera ad ampia maggioranza alla nuova Docg Montecucco Sangiovese. Modificata poi la Doc Montecucco, riconosciuta la nuova Doc Maremma Toscana. Altre modifiche infine hanno interessato i disciplinari dei vini Doc Gambellara (Veneto) ed Etna (Sicilia).


  • Il vino tedesco in piena guerra dei prezzi

    Complice una vendemmia particolarmente asciutta, 7 milioni gli ettolitri prodotti contro una media di 10, il vino tedesco attraversa un momento di tensione per quanto riguarda la sua commercializzazione. La qualità è molto alta, soprattutto i produttori di uve tardive hanno portato la massima qualità e una particolare concentrazione di sapori, ma al momento della vendita si arriva ad una vera e propria guerra dei prezzi. I produttori tedeschi non vogliono cedere e cercano salvezza nell’export e molto ci si aspetta dagli Stati Uniti, il principale mercato per il vino tedesco, che ha acquistato per 282 mila hl nel 2010 e 94 milioni di euro in valore.

    Sul versante interno invece si registrano le note più dolenti: non dimentichiamo infatti che in Germania una bottiglia su due viene venduta nelle catene di hard discount e colossi del calibro di Aldi, Lidl, Netto o Penny, puntano unicamente sul prezzo. Risultato, il vino tedesco sparisce dagli scaffali e si crea spazio per quelli esteri, una opportunità per il vino italiano da prendere in seria considerazione.


  • Friuli e Veneto: un tetto alla produzione di Prosecco

    3000 ettari in tre anni: questo è il tetto massimo di produzione di Prosecco che le regioni Veneto e Friuli Venezia-Giulia stanno decidendo di comune accordo. L’obiettivo dichiarato è limitare l'impianto di nuove viti in maniera incontrollata permettendo invece la crescita guidata di queste produzioni, attualmente si contano 1200 ettari di produzione, ritenute ‘giovani’ nel contesto vitivinicolo regionale.

    Secondo l'assessore friulano alle risorse rurali, agroalimentari e forestali, Claudio Violino, ‘non si tratta di un provvedimento limitativo, quanto piuttosto di una strategia di sviluppo per permettere alle produzioni regionali di arrivare a degli alti standard qualitativi’. Tuttavia, aggiunge l'assessore, ‘nulla vieta di togliere il tetto alle produzioni e il conseguente contingentamento se le condizioni di mercato del Prosecco manifesteranno un'espansione di consumi’.


  • L'Elba festeggia la Docg del suo aleatico passito

    Un fine settimana di festeggiamenti all’isola d’Elba per festeggiare il traguardo della Docg per il suo aleatico passito, l’unica ‘garantita’ per vini passiti di tutta la Toscana. ‘L’aleatico, per la sua lunga storia enologica – ha detto l'assessore provinciale all’agricoltura e turismo Paolo Pacini - rappresenta uno degli aspetti più caratteristici dell’identità elbana. La riscoperta e la valorizzazione della tipicità dell’aleatico, unita agli altri prodotti d’eccellenza elbani, ne fanno un importante volano per il rilancio dell’enoturismo locale’.

    I due giorni di festeggiamenti iniziano oggi con il dibattito e le degustazioni di ‘Vino Nostrum’. Alle 11 un confronto sull’evoluzione dell’enoturismo nell’Arcipelago toscano; alle 13 pausa buffet con piatti e vini tipici elbani; alle 14.30 ‘Elbabook live’, proiezione di memorie fotografiche e video. Domani, alle 10.30, tavola rotonda dal tema ‘L’Aleatico: tradizione e modernità,, con la partecipazione di amministratori e politici, esperti a livello nazionale ed internazionale, produttori locali ed operatori del turismo. Seguirà alle 12.30 un aperitivo con i vini Doc elbani e dalle 14 alle 19 si apriranno gli stand con degustazioni di aleatico in abbinamento a dolci locali.


  • Attivata la misura Ocm della distillazione di crisi

    Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, con proprio decreto del 21 gennaio scorso, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri, ha attivato, per la campagna 2010/2011, la misura di sostegno della distillazione di crisi del vino non a denominazione di origine, così come definito all’allegato III, punto 1, del reg. 1234/07, avente un titolo alcolometrico minimo di 10% vol. e dei vini a denominazione di origine protetta ed indicazione geografica protetta, aventi una gradazione alcolica non inferiore a quella prevista nei relativi disciplinari di produzione.

    Ciascun produttore di vino, in regola con l’obbligo della presentazione delle dichiarazioni vitivinicole, può stipulare al massimo due contratti di distillazione. Nel caso il vino avviato alla distillazione sia stato arricchito il prezzo minimo di acquisto verrà ridotto in misura pari all’aiuto percepito. I contratti di distillazione dovranno essere presentati secondo le modalità definite da Agea.

    La distillazione dei vini a denominazione di origine protetta e ad indicazione geografica protetta viene consentita a condizione che sia assunto l’impegno di procedere, nella campagna 2011/2012, alla riduzione di almeno il 20% delle rese previste dal disciplinare di produzione delle Dop e Igp per le quali si chiede l’attivazione della distillazione di crisi.

    Il provvedimento di riduzione delle rese sarà emanato dalla Regione nel cui territorio si produce il relativo vino per il quale viene richiesta la distillazione di crisi sulla base delle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 61/2010.

    Il prezzo minimo di acquisto del vino non a denominazione di origine consegnato alla distillazione è fissato in 1,75 euro per % vol/hl, mentre per i vini a denominazione di origine protetta e ad indicazione di origine protetta il prezzo minimo di acquisto non potrà superare il 65% del prezzo di mercato di ciascun vino oggetto di distillazione, come risultante dai bollettini ufficiali delle Camere di Commercio.


     

  • Accordo Italia-Usa contro le frodi nella produzione e commercio del vino

    Il ministero delle Politiche agricole informa di avere siglato un memorandum d’intesa tra l'Alcohol tobacco tax and trade, agenzia statunitense del ministero del Tesoro, e l’Ispettorato controllo qualità e repressione frodi italiano. Per contrastare efficacemente le frodi nella produzione e nel commercio del vino e delle bevande alcoliche l’accordo prevede una sempre più stretta cooperazione attraverso lo scambio di informazioni in materia.

    ‘Con l'agenzia statunitense - ha dichiarato il ministro Saverio Romano - abbiamo già consolidato la collaborazione nel caso del Brunello di Montalcino, sul quale pesava il sospetto di una contraffazione generalizzata che, dopo l'allarme iniziale, è stata riportata alle giuste proporzioni proprio grazie al dialogo instauratosi tra le due strutture’.


     

  • Nuove pubblicazioni sul vino da Istat e Ismea

    Novità editoriali da parte di Istat e di Ismea che proseguono nella loro opera di raccolta e di diffusione di pubblicazioni relative ad aspetti statistici e di mercato del vino in Italia. In particolare, la settimana scorsa l’Istat ha diffuso un fascicolo dal titolo L’uso e l’abuso di alcol in Italia. In essa si analizza il consumo di bevande alcoliche differenziato per sesso, classe di età e ripartizione geografica. Dai dati emerge che la quota di persone con più di 14 anni che bevono alcolici, stabile intorno al 70% negli ultimi 10 anni, nel 2010 è scesa al 67,6%, soprattutto per il calo dei consumatori occasionali (dal 42,5% del 2009 al 40,5% del 2010). Prosegue, inoltre, il cambiamento di lungo periodo sulla consuetudine di bere giornalmente vino durante i pasti. Si beve sempre più fuori dai pasti, in particolare le donne (+25,1% contro il 15% dei maschi).

    L’Ismea, invece, ha pubblicato l’altro ieri una esauriente Analisi della struttura e del mercato dei vini Doc, Docg e Igt in Italia che, a fine 2010, hanno superato quota 500, con quasi 20 nuovi riconoscimenti rispetto all’inizio dell’anno. Le aziende interessate sono risultate circa 166.000 per le Doc e le Docg e più di 163.000 per le Igt, con una produzione di quasi 30 milioni di hl. Limitatamente agli acquisti domestici, nel 2010 i vini Doc, Docg e Igt hanno comunque mostrato una buona tenuta a fronte di flessioni, sia pur non consistenti, per i vini tranquilli e per gli spumanti.


     

  • Vinitaly, primi nell’export ma il mercato interno soffre

    Con un record di quasi 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri (+3% sul 2010), il 45° Vinitaly ha chiuso ieri i battenti ma, al di là dei facili entusiasmi, il mercato vinicolo italiano si trova di fronte ai suoi problemi di sempre. Non si può quindi parlare ancora di ripresa, ma tra gli stand si registrava una certa aria di ottimismo velata però dal bisogno di tenere sul versante dei prezzi che, per pura logica di mercato, tendono inesorabilmente a scendere.

    Quest’anno si è registrato lo storico sorpasso tra export (+11,7% in valore, pari a 3,9 miliardi di euro, e +10,7% sui volumi) e consumi interni (-3,4% della domanda e -1,4% in valore) e il neo ministro delle Politiche agicole Francesco Saverio Romano ha infatti ricordato nel suo discorso inaugurale che ‘è necessario pensare tanto all’export quanto al mercato nazionale, dove la riduzione dei consumi va affrontata attraverso una comunicazione mirata, che riporti il vino a quella che è la sua primaria natura di prodotto tradizionale italiano’. Parallelamente, nel corso del Vinitaly è stato siglato tra il ministero delle Politiche agricole e quello del Turismo un protocollo biennale d'intesa per la promozione del turismo enogastronomico, un mercato potenziale di 18 milioni di visitatori.

    Sul fronte europeo, invece, un obiettivo chiaro: eliminare la norma che riguarda la liberalizzazione degli impianti. ‘D’accordo con la Francia - ha sostenuto il ministro Romano - non permetteremo che vengano applicate nuove regole senza fornire ai produttori e alle filiere adeguate certezze di conservazione di quel valore di sistema che fino ad oggi ha consentito lo sviluppo del nostro made in Italy di qualità’.

    Archiviato quindi il Vinitaly dei 150 anni dell’unità d’Italia, l’appuntamento per il vino italiano è per il Vinitaly 2012, che cambia data settimanale e inizierà domenica 1 aprile, e non più da giovedì, per concludersi mercoledì 4 aprile. Un cambio pensato per favorire ristoratori, chef e titolari di wine bar che potranno così beneficiare di date più in sintonia con la loro giornata di chiusura settimanale.


  • Attuata la misura Investimenti, emanate le disposizioni applicative dell’Agea

    Dalla campagna vitivinicola 2010/2011, in attuazione dell’articolo 103 duovicies del regolamento n. 1234/07 e degli articoli 17-20 del regolamento n. 555/08, è concesso un sostegno per investimenti materiali e/o immateriali, trasformazione in infrastrutture vinicole e nella commercializzazione del vino, rendimento globale delle imprese e riguardanti la produzione e/o la commercializzazione dei prodotti di cui all’allegato XI ter del regolamento n. 1234/07 e/o lo sviluppo di nuovi tecnologie connessi con i prodotti di cui all’allegato XI ter del citato regolamento.

    Ai sensi dell’articolo 3 del Dm 4 marzo 2011, sono beneficiari della misura le microimprese, le piccole e medie imprese la cui attività siano: 
    a) la produzione di mosto di uve ottenuto dalla trasformazione di uve fresche da essi stessi ottenute, acquistate o conferite dai soci, anche ai fini della sua commercializzazione; 
    b) la produzione di vino ottenuto dalla trasformazione di uve fresche o da mosto di uve da essi stessi ottenuti, acquistati o conferiti dai soci, anche ai fini della sua commercializzazione; 
    c) l’affinamento e/o il confezionamento del vino conferito dai soci, anche ai fini della sua commercializzazione; 
    d) in via prevalente, l’elaborazione, l’affinamento ed il successivo confezionamento del vino acquistato, ai fini della sua commercializzazione.

    Ai fini dell’ammissibilità all’aiuto è necessario che i richiedenti siano in regola con la normativa vigente in materia di dichiarazioni obbligatorie di cui al regolamento n. 436/09. Le modalità applicative sono riportate nella circolare n. Aciu 2011/265 del 7 aprile scorso emanata dall’Agea.


  • Giappone: import di vino per il momento inalterato

    La catastrofe naturale dell’11 marzo scorso e il successivo incidente nucleare che hanno colpito il Giappone non dovrebbero incidere oltre misura sull’export vinicolo. Secondo la Federazione francese degli esportatori di vini e alcolici (Fevs) è ancora troppo presto per avere una visione chiara della situazione ma i vari organismi interprofessionali sono concordi nell’aspettarsi un calo nel’immediato, sebbene nel medio e lungo periodo, terminata l’emergenza, non dovrebbero esserci diminuzioni significative in volume o in valore.

    Certamente in questi giorni la situazione non è rosea: il governo giapponese ha stimato che lo tsunami abbia provocato un danno di oltre 200 miliardi di euro per l'economia giapponese, senza contare le conseguenze dell’incidente nucleare di Fukushima, il che rappresenta comunque dal 4 al 5% del prodotto interno lordo giapponese. Facile quindi prevedere che, come afferma il Bureau interprofessionnel des vins de Bourgogne (Bivb) ‘ci sarà un forte rallentamento dei consumi di vino in alberghi e ristoranti nelle settimane e nei mesi a venire’. L’impatto reale sulle aziende vinicole si potrà comunque vedere il mese prossimo, poiché le statistiche delle dogane giungono solitamente con un ritardo di due mesi circa.

    Nel frattempo le notizie provenienti dal Giappone continuano a far crescere ansia e preoccupazione nelle regioni russe confinanti e nonostante le autorità ripetano che non vi sono ancora aumenti significativi nei livelli di radiazioni, la popolazione ha accaparrato ogni tipo di contatore geiger o di dosimetro e continua a fare incetta di qualunque sostanza ritenuta protettiva: dalle farmacie sono letteralmente andate a ruba tutte le tavolette di iodio ma anche vodka e vino rosso sono scomparsi dai negozi. Non si sa mai: anche l’alcol, secondo i russi, potrebbe indebolire gli effetti delle radiazioni.


  • Riconversione e ristrutturazione dei vigneti, disposizioni applicative dell’Agea

    Con la circolare n. 15 dell’1 aprile 2011 dell’Agea (vedi anche il relativo errata-corrige) sono state fornite le disposizioni applicative generali per il controllo ed il pagamento delle domande di aiuto per quanto concerne la misura OCM relativa alla riconversione e ristrutturazione dei vigneti (campagna 2010/2011).

    La circolare si applica alle domande di aiuto relative alla misura connessa alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti di cui all’art. 103 octodecies del reg. 1234/07 e all’art. 7 del reg. 555/08. L’applicazione di tale regime di aiuto è stato definito con decreto del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali dell’8 agosto 2008.


  • Il 45° Vinitaly di Verona apre oggi i battenti

    Si inaugura oggi la 45° edizione del Vinitaly di Verona. L’appuntamento ‘clou’ per la vitivinicoltura italiana e di forte richiamo internazionale, attende in questi cinque giorni circa 150.000 visitatori, un terzo dei quali esteri, che avranno a loro disposizione circa 4.000 stand espositivi, suddivisi in 12 padiglioni, su una superficie espositiva di 92.000 metri quadri netti.

    Ma non sono solo questi numeri a fare grande il Vinitaly: numerosi sono infatti i concorsi, le degustazioni guidate, i convegni, gli eventi in città e le manifestazioni che arricchiranno l’offerta veronese. Tra le novità di Vinitaly 2011, infatti, mertia rilievo ‘Sparkling Italy’ (galleria padiglioni 8 e 10): degustazione dei migliori vini italiani ottenuti sia con metodo classico sia con metodo charmat presentati dai consorzi di tutela e dedicata a buyer esteri, giornalisti e operatori preregistrati.

    Di particolare interesse per quanti operano nelle scelte strategiche e di marketing di una impresa vinicola, infine, tre indagini di mercato che verranno presentate durante lo svolgimento della fiera: la ricerca Vinitaly/Confcommercio con la collaborazione del Laboratorio delle Imprese del Banco Popolare dal titolo ‘Ma gli italiani amano ancora il vino? Le ragioni del consumo interno’; la ricerca Vinitaly/Acqua Market Research ‘Il vino italiano nel mondo. Confronti, riflessioni, tendenze’ e la ricerca Vinitaly/Simphony Iri Group ‘Dalla vigna allo scaffale, l’impegno della filiera per superare la crisi’. In programma poi anche un focus su ‘Hong Kong: il centro per la distribuzione ed il commercio del vino in Asia’ organizzato da Veronaiere e Hong Kong Trade Development Council.


  • Svizzera: nuovi record nell’import di vini rossi e bianchi in bottiglia

    L’import di vino in Svizzera nel 2010 ha raggiunto un nuovo record con 1,84 milioni di hl, con un incremento dell’1,6% rispetto al 2009 (pari a 3 milioni di litri). Si sono registrati aumenti in tutti i settori di vini in bottiglia, rispettivamente 1,368 milioni di hl importati di rosso, 314.000 hl di bianco e 157.000 hl di spumante. Questi risultati positivi sono dovuti anche alla forte corsa del franco svizzero che rende le importazioni più favorevoli.

    Diminuiscono invece, seguendo il trend degli ultimi due decenni, interrotto solo dal 2009, l’import di vino rosso sfuso, calo che però è stato più che compensato dall’aumento delle importazioni di vini rossi in bottiglia, mentre per quanto riguarda i vini bianchi sfusi ci si è stabilizzati ai livelli del 2007. A beneficiare maggiormente di questo aumento sono soprattutto i vini italiani, la cui quota rappresenta infatti il 38% dei vini rossi in bottiglia importati in Svizzera.

    Salgono anche se in minor misura le importazioni di vini francesi, mentre diminuiscono leggermente gli spagnoli. Forte incremento anche dei vini tedeschi che raggiungono il 13% dei vini rossi in bottiglia importati. Stesso trend confermato anche dai vini bianchi in bottiglia, con l’Italia che ha la maggior quota di mercato, leggera crescita anche di Francia, Spagna e Portogallo e vero e proprio boom dei bianchi tedeschi, anche se rappresentano ancora una piccola quota di mercato. (g.r.)


  • Oiv: mercato mondiale del vino in ripresa nel 2010

    Il mercato mondiale del vino è tornato a crescere nel 2010. Il consumo si è stabilizzato dopo aver subito gli effetti della crisi economica tra il 2008 e il 2009, mentre le superfici vitate e la produzione di vino continuano a diminuire. Queste le principali novità contenute nella nota di congiuntura di marzo 2011pubblicata sul sito dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv).

    Dopo un 2009 che ha risentito fortemente della crisi economica mondiale, il volume degli scambi internazionali di vino nel 2010 ha raggiunto oltre 92 milioni di hl, ovvero un aumento del 6,7% rispetto al 2009 e per la prima volta negli ultimi 15 anni questa ripresa ha interessato maggiormente i paesi europei tradizionalmente esportatori rispetto ai paesi dell’emisfero sud e dagli Stati Uniti. L’export di Italia e Germania è aumentato rispettivamente di 1.400.000 hl e di 300.000 hl, mentre Spagna e Francia hanno recuperato le perdite subite nel 2009. Tra i paesi dell’emisfero sud, quelli che hanno resistito meglio alla crisi in termini di volume sono stati Cile, Nuova Zelanda e Australia.

    Altro elemento positivo per il settore è la fine del calo dei consumi: ad eccezione della Spagna, dove continua a diminuire, tutti i paesi europei tradizionalmente produttori hanno visto il loro consumo stabilizzarsi rispetto al 2009. Il consumo extra-comunitario sembra, allo stesso modo, mantenersi sullo stesso livello del 2009.

    Per quanto riguarda i vigneti mondiali (7.550.000 ha), prosegue la riduzione delle superfici vitate, con una perdita di 65.000 ha. Questa contrazione si deve fondamentalmente alla riduzione di 64.000 ha di vigneti dell’Unione europea in seguito alle estirpazioni realizzate nel quadro della nuova Ocm. La Spagna, i cui vigneti diminuiscono di 31.000 ha, conosce la maggiore contrazione tra i paesi europei nel 2010, seguita dall’Italia, che perde 14.000 ha, dalla Francia, dove la superficie viticola si riduce di 12.000 ha, dalla Bulgaria, dall’Ungheria, dal Portogallo e dalla Grecia.

    Allo stesso modo, la produzione mondiale di vino 2010 diminuisce di 11.200.000 hl e si attesta a 260.000.000 hl. In Europa solo il Portogallo conosce una crescita della propria produzione, con oltre 900.000 hl in più rispetto al 2009; produzione in leggero calo in Spagna e in Francia, mentre Italia, Germania, Austria e Romania registrano diminuzioni più significative. Nel 2010, la produzione complessiva negli altri paesi conosce una riduzione analoga, con contrazioni negli Stati Uniti, Cile, Brasile, Sudafrica, Nuova Zelanda, Australia e Svizzera. Al contrario, l’Argentina vede evolvere positivamente la sua produzione con un livello di 16.300.000 hl contro 12.100.000 hl del 2009.


  • Come sarà il 2011 per il vino italiano?

    Le imprese vinicole italiane ritrovano la fiducia e sono pensano che tra breve si tornerà a livelli di mercato precedenti alla crisi di questi anni. È quanto emerge da una inchiesta Vinitaly-Winenews condotta fra 50 aziende tra le più rappresentative della viticoltura italiana. Tre quarti circa delle cantine interpellate hanno dichiarato una crescita del proprio fatturato (8% in media), contro il 15% stazionario e il 10% in calo. Il motivo risiede nella crescita dell’export, con il 90% degli intervistati in aumento (14% in media).

    E come vedono il futuro? Il 75% delle aziende vede abbastanza positivo l’anno appena cominciato, a cui si associa un altro 15% che lo prevede positivo. Solo il 10% degli intervistati, invece, vede ancora nero. Tra le incertezze del futuro, il 46% segnala le incognite economiche, al secondo posto la debolezza dei consumi e la perdita di competitività internazionale; solo al 15%, invece, la concorrenza degli altri Paesi produttori.