Seguici anche su
facebook  rss  twitter

Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

Ricerca nel sito

Filtro
  • Il mercato vinicolo russo è a rischio protezionismo

    Il mercato vinicolo in Russia rischia un nuovo protezionismo, il tutto a vantaggio di birra e vodka e a discapito dei vini esteri importati. Questo è il messaggio lanciato ieri a Mosca da Lamberto Vallarino Gancia e Gianfranco Voglino nell’ambito della manifestazione ‘Solo italiano’ organizzata dalla Iem, International Exhibition Management.

    Sono infatti attualmente in discussione nel parlamento russo alcune modifiche alle attuali regole che governano il commercio vinicolo e che, se applicate, rischiano di alterare l’import di vino in Russia: scadenze delle licenze degli importatori, revisione della regolamentazione delle etichette e tutela delle denominazioni di origine sono i principali punti di discussione che, se modificati, faranno da barriera alle importazioni.

    L’Italia è al primo posto in volume e quarto in valore nell’export di vini spumanti in Russia, con una tendenza in forte crescita (+104% nel 2010). Per contro, è molto indietro sui vini tranquilli, dove paesi come la Germania esportano più dell’Italia. La Russia è il primo mercato per l’Italia nei Vermut, con 301.000 hl nel 2010 (+4,8%). A gonfie vele anche acquaviti e liquori, con 2 milioni di euro nel 2010, un dato più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.


  • Un milione di enoturisti per Cantine Aperte 2011

    Giunta alla sua diciannovesima edizione, si svolge oggi Cantine aperte, la ormai tradizionale manifestazione organizzata dal Movimento Turismo del Vino. Con l’obiettivo di avvicinare le aziende produttrici e il pubblico di consumatori e appassionati del vino, la giornata di oggi, che coinvolgerà un milione di visitatori per oltre mille aziende vitivinicole italiane associate, avrà come leit motiv la promozione dell’enoturismo, ponendo inoltre l’accento sul tema del viaggio inteso come arricchimento e cultura.

    Quest’anno, poi, giunge a conclusione la procedura di certificazione di tutte le cantine associate secondo il Decalogo dell’Accoglienza di cui il Movimento si è dotato nel 2008 e, per testimoniarne l’importanza, sono state strette in occasione di Cantine Aperte 2011 delle collaborazioni con quattro importanti realtà del settore turistico italiano per proporre speciali pacchetti week end e regalare così agli enoturisti viaggi nelle terre del vino con tappe nelle aziende vinicole più caratteristiche.

    Ritorna infine anche quest’anno l’iniziativa Cantine Aperte in Feltrinelli, che prevede la presentazione nelle varie librerie Feltrinelli di tutta Italia in anteprima per il pubblico e per i giornalisti locali delle numerose iniziative in programma con interventi di esperti di mondo del vino e dell’enogastronomia.


  • Presto tre nuove Docg per la regione Veneto

    Il Comitato nazionale per la tutela dei vini nella riunione di ieri ha espresso parere favorevole per tre nuove Docg per la regione Veneto (Colli di Conegliano, Friularo di Bagnoli e Montello Rosso). Più in dettaglio, la Docg Colli di Conegliano comprenderà le tipologie Bianco e Rosso, la cui base sono i moderni incroci Manzoni, e le tipologie Refrontolo Passito e Torchiato di Fregona. Il Friularo è invece un antico vino rosso del territorio padovano, che si basa su un particolare biotipo del Raboso Piave, vitigno autoctono di antica tradizione veneta. I pareri verranno ora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e dopo due mesi, se non vi saranno osservazioni, le nuove Docg entreranno in vigore già dalla prossima vendemmia.

    Nella stessa riunione del Comitato sono state inoltre approvate le modifiche ai disciplinari Doc Montello Colli Asolani e Bagnoli, o Bagnoli di Sopra.


  • Cambiamento climatico: che sarà dei vigneti?

    Dopo quattro anni di lavoro sono state divulgate le prime conclusioni del progetto Cenit Demetra, che raggruppa 26 cantine e 31 gruppi di ricerca spagnoli, che ha studiato come il riscaldamento globale influenzerà i vitigni Tempranillo, Verdejo e Albariño. È stato scelto un vigneto campione nella zona di Villafranca del Penedes, composto da 360 ceppi delle varietà indicate, ed è stato sottoposto in parte a una temperatura e una irrigazione simile alla media dell’ultimo decennio, in parte invece in un ambiente controllato con tre gradi in più di temperatura e 50% in meno di acqua.

    In attesa dei risultati definitivi, attesi l’anno prossimo, già ad una prima osservazione visiva delle piante quelle che hanno ricevuto meno acqua hanno dimensioni circa della metà, così come tronchi e rami molto meno grossi, mentre quelle sottoposte a un surriscaldamento di tre gradi sono maturate due settimane prima ma, cosa molto importante, le uve presentano caratteristiche organolettiche diverse. La varietà più sensibile al surriscaldamento è l’ Albariño, mentre il Tempranillo risulta più resistente.


  • 87.000 euro per un Romanée Conti: è record

    Organizzata da Christie’s si è svolta questa settimana a Ginevra una asta di vini di Borgogna. Il prestigioso catalogo includeva autentiche perle da collezione, come un Vintage Chateau Lafite-Rothschild 1887, oppure un Vintage 1909 Chateau Margaux o ancora un Romanée-Conti 1945. Proprio quest’ultimo vino è stato aggiudicato ad un collezionista americano per la iperbolica cifra di 87.815 euro: un record nella storia delle aste.

    Il Domaine de la Romanée-Conti è sempre stato in cima alle preferenze dei collezionisti: in passato in una asta di beneficenza (i cui prezzi non vanno paragonati quindi a una asta ‘classica’ come quella di Ginevra) un vino bianco di Montrachet fu esitato a 500.000 dollari (363.000 euro).


     

  • Anche la Spagna dice ‘no’ alla liberalizzazione dei vigneti

    La Spagna aggiunge il suo ‘no’ a quello di altri nove stati europei, Italia, Francia, Germania, Portogallo, Romania, Lussemburgo, Austria, Ungheria, Cipro, contrari alla liberalizzazione dei vigneti voluta da Bruxelles a partire dal 2015. Tra il coro di voci contrarie l’ultima raccolta in ordine di tempo è quella della Confagricoltura che, per voce del suo presidente, Mario Guidi, ha ricordato che ‘eliminare i diritti di impianto avrebbe conseguenze gravissime: aumento incontrollato delle superfici a denominazione d’origine, eccedenze nell’offerta, concentrazione nelle aree con costi di produzione più bassi, flessione del valore del vigneto, affermazione di una viticoltura lontana dalla nostra storia’.

    Si rafforza così il raggruppamento contrario alla proposta della Commissione Ue verso una decisione che porterebbe all’ingovernabilità del sistema vitivinicolo: un provvedimento che rischia di annullare anni di lavoro, nel nostro Paese e negli altri, per costruire un sistema vitivinicolo di qualità fondato sulle denominazioni di origine e sul ruolo dei Consorzi di tutela per la loro gestione e valorizzazione, questo in sintesi il punto di vista della Confagricoltura, in piena sintonia con quello delle altre associazioni europee del settore vitivinicolo. Ora che il fronte del ‘no’ raggruppa tutti i maggiori paesi produttori di vino dell’Unione europea, l’auspicio che rimbalza da paese membro a paese membro è che Bruxelles possa ora tornare sui suoi passi e intraprendere una attenta riflessione su questo spinoso problema.


  • Siena: corso di tutela e garanzia della qualità dei vini Dop e Igp

    Presso la Sala Conferenze dell’Enoteca Italiana di Siena si svolgerà lunedì 13 giugno la prima edizione del Corso di formazione sulla tutela e la garanzia della qualità dei vini Dop e Igp. Verranno affrontati alcuni degli argomenti di maggiore attualità, come le nuove regole sulla protezione dei vini Dop e Igp, gli obblighi legati alla certificazione dei vini alla luce del nuovo decreto sullo schema di Piano dei Controlli, le nuove regole sull'etichettatura dei vini con le novità introdotte dalla recente Ocm vino e dal Decreto 61/2010.

    Docente del corso, che si svolgerà nell'ambito delle iniziative organizzate per la 45° Settimana dei Vini a Siena, sarà Luca Pollini, collaboratore tecnico dell'Enoteca Italiana ed esperto di legislazione vitivinicola. La partecipazione al corso è gratuita: per informazioni e iscrizioni rivolgersi a segreteria@enoteca-italiana.it o telefonicamente allo 0577-228811.


  • 1,5 milioni di euro per la promozione dei vini trentini

    La Giunta provinciale di Trento, su proposta dell'assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione Tiziano Mellarini, ha deciso di dare attuazione alla campagna 2011/12 del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per la promozione del vino trentino sui mercati extra unione europea.

    La delibera provinciale approvata ieri apre ufficialmente il bando per la presentazione dei progetti e prevede delle griglie di priorità, con punteggi differenziati, che privilegiano i progetti presentati da consorzi di tutela e associazioni di produttori nonché l'export verso Giappone, Russia e Svizzera. A disposizione dei produttori fondi per 1.538.500 euro.

    I progetti di promozione saranno esaminati da un Comitato di valutazione e dovranno essere presentati alla provincia di Trento, ad Agea ed al ministero delle Politiche agricole entro il 10 giugno 2011.


     

  • Ecco le nuove fascette per i vini Doc e Docg

    In arrivo dalla prossima campagna vinicola i nuovi contrassegni di stato per i vini Doc e Docg: lo prevede il nuovo decreto ministeriale del 19 aprile (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 106 del 9 maggio scorso). Le nuove fascette saranno solo di due colori: violetto per le Docg e verde per le Doc; obbligatorio un codice alfanumerico, per la rintracciabilità del prodotto (da notare anche l’introduzione in fascetta di un codice a barre datamatrix 2D), e il volume nominale, mentre potrà essere aggiunto il nome per esteso della denominazione e l’eventuale logo identificativo, purché previsto dal disciplinare di produzione.

    I nuovi contrassegni saranno stampati dall'Istituto poligrafico dello Stato dal prossimo mese di ottobre mentre, per quanto riguarda la loro gestione, verrà realizzato un apposito portale su Internet realizzato e gestito dall’Istituto poligrafico e condiviso con il ministero dell’Economia e delle Finanze e con la Repressione frodi.


     

  • La regina Elisabetta produrrà spumante

    La famiglia reale britannica produrrà vino: in questi giorni, infatti, 16.700 piantine di vite verranno piantate al Windsor Great Park, l'ex tenuta di caccia dei reali britannici, e la regina Elisabetta coltiverà così Chardonnay, Pinot nero e Pinot meunier per ottenere uno spumante metodo champenois. Il principe Filippo sarebbe coinvolto molto da vicino nel progetto, supervisionato da Stephen Skelton, un consulente che nel 1976 ha piantato le prime viti a Chapel Down nel Kent, da dove proviene il vino scelto per il recente matrimonio del principe William con Kate Middleton.

    Non vi sono dubbi che il settore vinicolo inglese sia attualmente in crescita: da soltanto 56 ettari di vigneti nel 1990 a 267 nel 2007, l’Inghilterra può vantare nel 2010 ben 550 ettari, praticamente tutti per la produzione di vini spumanti, che non necessitano di uve molto mature. Ma il ‘merito’ di tutto questo sta nel surriscaldamento globale della terra, che adesso rendono il sud dell’Inghilterra una zona con un clima simile a quello dello Champagne negli anni Cinquanta e Sessanta. Da non trascurare poi la composizione geologica simile delle due regioni.

    La notizia sembra quindi eccentrica, ma si poggia su solide basi: basterà dare una occhiata a www.englishsparklingwine.co.uk oppure a www.a-little-different.com per rendersi conto.


     

  • La Spagna perde la battaglia della Rioja con l'Argentina

    Dopo dodici anni di battaglie legali, la Spagna ha perso la sua battaglia con l’Argentina per l’utilizzo della denominazione la Rioja. Nonostante la disparità di superficie, 8200 ettari di Rioja argentino contro circa 600.000 ettari di Rioja spagnolo, il Consejo regulador iberico riteneva che i consumatori potessero confondere i due vini e per questo nel 1999 avevano intrapreso una azione legale di tutela.

    Il tribunale di Buenos Aires ha però ora respinto la richiesta sostenendo che la Rioja argentina contraddistingue già i suoi vini abbastanza contro gli omonimi vini spagnoli; un ulteriore motivo per cui, secondo i giudici argentini, la confusione era improbabile deriva dal fatto che la maggior parte dei vini della regione spagnola sono i vini rossi provenienti dal vitigno Tempranillo, mentre la maggior parte dei vini della Rioja argentina sono di colore bianco, provenienti dal vitigno Torrontes. Gli spagnoli hanno annunciato di avere già presentato ricorso contro la decisione del tribunale.


  • Gelate primaverili: colpite Germania e California

    Un cuneo di aria fredda da nord est, come accadde nel 1981 e nel 1997, e nella notte tra martedì e mercoledì scorso le temperature sono scese sotto zero compromettendo i vigneti di molte zone della Germania. Il 30% dei vigneti nel Rheinhessen e in Franconia è danneggiato, con punte dell’80% in alcune località del Palatinato e del Württemberg: non è ancora possibile stimare come questa gelata influirà sulla vendemmia autunnale, certamente vi sono stati danni maggiori del solito perché a causa delle alte temperature di qualche settimana fa, decisamente superiori alla media, molte piante erano cresciute precocemente e i germogli erano già lunghi 25-30 centimetri.

    Anche in California si contano i danni del gelo, poiché lo scorso 8 aprile aria polare proveniente dall’Alaska ha colpito nella notte le regioni di San Luis Obispo e la parte meridionale della contea di Monterey. Queste basse temperature sono state giudicate assai eccezionali, mai raggiunte negli ultimi 40 anni, nonostante l’influenza del clima marittimo di queste regioni che abitualmente limitano le differenze termiche.


     

  • La Cina venderà vino all'India?

    Non è una ipotesi fantascientifica ma un possibile scenario di mercato da qui a qualche anno: due nazioni in profonda trasformazione, con una classe media in espansione che riceve stipendi sempre maggiori e il cui accresciuto benessere si riversa nella ricerca di stili di vita più alti. Ecco quindi che, secondo alcuni studi di Vinexpo, in Cina il consumo di vino crescerà del 19,6% tra il 2010 e il 2014 e diventerà così il sesto paese consumatore del mondo, mentre il mercato vinicolo in India sta già crescendo del 25-30% all’anno e tra il 2009 e il 2013 sarà la nazione con la decima più forte crescita nei consumi di vino. E, non dimentichiamolo, sono percentuali da applicare sulle due nazioni più popolate del mondo: un miliardo e 350 milioni la Cina, un miliardo e 150 milioni l’India.

    Facile quindi osservare che la Cina si trovi in prima posizione nella conquista del mercato indiano, complice la vicinanza geografica, la tipologia di prodotto che presumibilmente verrà richiesta dagli indiani (vino di primo prezzo veicolato dai numerosi ristoranti cinesi presenti in India) ma, soprattutto, grazie a una certa ‘generosità’ concessa dalla legislazione cinese che permette di esportare come interamente ‘made in China’ un vino contenente solo il 15% di vino autoctono e ben l’85% di vino straniero.

    Rimane l’ostacolo delle elevate tasse che gravano sui vini importati in India, circa il 160% sul costo iniziale, alle quali vanno aggiunte altre tasse locali e altri fattori di mercato. Ma le cose iniziano a muoversi: lo scorso mese, ad esempio, il presidente cinese Hu Jintao e il primo ministro indiano Manmohan Singh hanno dichiarato il 2011 l’anno dell’interscambio Cina-India e tra le prime applicazioni pratiche ci si aspetta per i mesi estivi una revisione delle politiche di tassazione delle importazioni. Resta da vedere se soltanto a vantaggio dei cinesi o di tutte le nazioni produttrici.


  • Lazio: portare al 70% il finanziamento pubblico per la promozione extra Ue dei vini

    ‘Alzare del 20% la quota di finanziamento pubblico da destinare alla promozione dei vini del Lazio nei mercati extraeuropei messa a disposizione dall'Ocm vino’. Lo ha proposto Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole della regione Lazio, durante un seminario sulla promozione del vino svoltosi ieri presso l’aula consiliare del comune di Marino.

    ‘L'Unione Europea - ha aggiunto l’assessore Birindelli - attraverso l'Ocm vino copre solo il 50% dell'investimento volto a promuovere i vini sui mercati extraeuropei e il rimanente 50% è a carico del richiedente. Una condizione che in un momento economicamente difficile per le nostre aziende ha reso molto difficoltoso l'utilizzo di queste risorse, tanto che negli ultimi due anni sono state effettuate solo cinque richieste di contributo’.

    ‘Per questo motivo – ha proseguito l’assessore Birindelli - riguardo le domande Ocm da fare nell'annualità 2012, relative alla programmazione delle attività promozionali per il 2013, ci stiamo muovendo già da ora per reperire in bilancio le risorse necessarie ad alzare il contributo pubblico dal 50% al 70%, grazie all'intervento diretto della regione’.