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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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  • Consentita la dolcificazione di partite di vino Dop certificate

    Il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali con circolare n. 16926 del 24 luglio 2012 ha diramato ulteriori chiarimenti in merito alla dolcificazione di partite di vino Dop certificate. In precedenza la comunicazione ministeriale n. 10620 del 10 maggio 2012, in risposta a un quesito sulla dolcificazione di partite di vino Dop certificate, aveva comunicato che, fatte salve le misure più restrittive previste dagli specifici disciplinari, la vigente normativa nazionale e comunitaria in materia di vini Dop consente la possibilità di effettuare tale pratica per le partite di vino Dop già certificate. La dolcificazione deve essere effettuata nella zona geografica in cui è stato elaborato il vino o in una zona situata nelle immediate vicinanze (ovvero nella zona di vinificazione delimitata all’articolo 5 dei relativi disciplinari di produzione). La pratica della dolcificazione comporta la variazione delle caratteristiche chimico‐fisiche e organolettiche dei relativi vini, e la partita ottenuta dopo la dolcificazione deve comunque ad uno dei tipi di prodotto in base al tenore zuccherino residuo indicato dallo specifico disciplinare.

    Il ministero ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alle modalità per l’esecuzione della pratica, in particolare, sull’obbligo di sottoporre la partita dopo la dolcificazione a un nuovo esame organolettico, specificando che questo esame deve essere ripetuto soltanto nel caso in cui la dolcificazione sia tale da determinare il passaggio ad altro tipo di prodotto (in relazione al tenore zuccherino residuo, secondo i limiti stabiliti dalla vigente normativa). L’esame organolettico deve essere invece ripetuto nel caso in cui la dolcificazione determini una variazione della tipologia del prodotto, passando da amabile, ad esempio, a dolce l’esame.

    Confermata la possibilità per i produttori, esclusivamente per gli esami chimico‐fisici, di usare la procedura di autocertificazione prevista dall’art. 2, comma 2, del Dm 11.11.2011 per gli assemblaggi delle partite certificate. L’autocertificazione della partita derivante dalla dolcificazione deve essere fornita dal detentore alla struttura di controllo competente entro tre giorni lavorativi dalla data della pratica di dolcificazione e deve attestare per la partita stessa i parametri chimico‐fisici stabiliti dall’articolo 26 del regolamento 607/09 e quelli previsti dallo specifico disciplinare di produzione.


  • Vini Igt, legittimo il taglio del 15% con uve raccolte fuori zona

    Il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali con circolare n. 16991 del 25 luglio scorso ha fornito un importante chiarimento sulla corretta applicazione della vigente normativa comunitaria (reg. Ce n. 1234/07, art. 118 ter, par. 1, lett. b), ii) – reg. Ce n. 607/09, art. 6) e nazionale in materia di vini Igp (D.L.vo n. 61/2010), relativa alla possibilità di utilizzare per il taglio di vini Igt (o destinati a divenire tali) uve raccolte fuori dalla zona di produzione delimitata dal disciplinare della specifica Igt, nel limite massimo del 15%.

    L’utilizzo di prodotti fuori zona può essere effettuato in una qualsiasi fase di elaborazione (iniziale, intermedia e finale) quale assemblaggio delle frazioni di partita (massimo 15% fuori zona - minimo 85% zona di produzione) che concorrono alla costituzione della partita finale (da certificare ai fini dell’immissione al consumo). Ai sensi dell’art. 6, par. 2 del Reg. Ce n. 607/2009, la provenienza dei prodotti fuori zona (al massimo 15%) deve essere di ambito nazionale. In ogni caso, la possibilità di espletare questa pratica non esclude la previsione di misure più restrittive nell’ambito degli specifici disciplinari di produzione quando espressamente previsti.

    Nelle tipologie qualificate con il nome di un vitigno, al fine di garantire la tracciabilità delle produzioni e i controlli di filiera (conformemente alla specifica disciplina per le Igp di cui agli articoli 25 e 26 del reg. Ce n. 607/09 e all’art. 13 del D. L.vo n. 61/2010), l’utilizzo dei prodotti fuori zona è da escludere per le partite che già sono state oggetto di taglio o assemblaggio (nel limite del 15%) con prodotti derivanti da uve di altre varietà di vite coltivate nella zona di produzione delimitata. Ciò al fine di assicurare che, conformemente al parere espresso dal Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione dei vini in data 20 luglio 2011, ‘per i vini a Igt qualificati con il nome di un vitigno le partite di vino - risultanti dal taglio e come tali pronte per l’immissione al consumo - devono essere ottenute per almeno l’85% da uve del corrispondente vitigno prodotte nella zona di produzione delimitata della relativa Igt’.

    Ai fini di assicurare la tracciabilità delle partite, nei documenti di trasporto e nei registri di cantina devono essere riportati gli elementi fondamentali che caratterizzano le specifiche tipologie Igt che si intendono ottenere a seguito dell’operazione di taglio. Infine, a seguito del taglio in questione, è possibile indicare l’annata di vendemmia delle uve purché almeno l’85% delle uve utilizzate sia stato vendemmiato in tale annata e purché si rispettino le limitazioni di cui ai punti precedenti.


  • Il mercato mondiale degli spumanti secondo France AgriMer

    La produzione mondiale di spumante rappresenta il 7% della produzione totale di vino (5% nel 2002) pari a 18,5 milioni di hl o a 2,5 miliardi di bottiglie, un livello in significativo aumento, circa il 10%, mentre la produzione totale mondiale di vino è in diminuzione. Questa produzione è per il 65% della Francia (640 milioni di bottiglie nel 2010, la metà di Champagne), seguono Italia (380 di cui un quarto Prosecco), Germania (330) e Spagna (220). Al di fuori dell'Europa, solo il Cile (253 milioni di bottiglie) ha una produzione paragonabile alla Spagna. Sono i dati più significativi elaborati da France AgriMer in una inchiesta sul mercato mondiale dei vini spumanti che confermano la Germania al primo posto sia nei consumi (490 milioni di bottiglie), davanti alla Francia (460 milioni di bottiglie), sia nelle importazioni.

    Francia, Italia e Spagna rappresentano l’80% del totale dell’export, ma negli ultimi dieci anni la ripartizione tra questi paesi è cambiata a favore dell’Italia, che ora è il principale paese esportatore con circa 2 milioni di hl, il 34% del mercato in quantità e il 14% in valore. La Francia invece dal 33% del mercato di dieci anni fa è scesa al 19%, ma la quota in valore resta ancora molto elevato (59% contro il 67% nel 2001) in particolare attraverso lo Champagne, che rappresenta il 92% del valore dell’export francese.


  • Una guida Inao per i vini biologici

    Nell’imminenza dell’entrata in vigore delle nuove norme comunitarie sui vini biologici, l’Institut national de l’origine et de la qualité (Inao) ha pubblicato una guida alla lettura del regolamento esecutivo 203/2012.

    La guida ricorda le pratiche enologiche espressamente vietate: concentrazione parziale a freddo, eliminazione dell'anidride solforosa con procedimenti fisici, dealcolizzazione parziale del vino, stabilizzazione tartarica per elettrodialisi e l’uso di scambiatori di cationi. Altre pratiche sono invece soggette a restrizioni: i trattamenti termici solo se a temperature inferiori a 70°, centrifugazione e filtrazione solo con grado di filtrazione inferiore a 0,2 micron. I livelli massimi di anidride solforosa vanno da 100 a 170 mg/l per i vini rossi e da 150 a 220 mg/l per i bianchi e i rosati, mentre per i vini Dop e Igp tra i 300 e i 400 mg/l per essere bio non dovranno superare rispettivamente 270 e 370 mg/l.

    La guida ricorda infine che il nuovo regolamento sul vino biologico si applica anche ai succhi d'uva, al mosto d'uva (Mc e Mcr), agli aceti di vino, alle fecce e alle vinacce. Il succo d'uva non destinato alla vinificazione non è dunque interessato da questo regolamento.


  • Porto, riduzione delle rese per diminuire le giacenze

    L’istituto interprofessionale dei vini di Porto (Ivdp) ha fissato la produzione di quest’anno a 671 000 hl. Questa decisione dimostra le intenzioni di tutta la interprofessione di riequilibrare le giacenze mentre la strategia della riduzione dell'offerta dovrebbe portare ad un aumento controllato dei prezzi. Poiché le vendite di Porto nel 2012 sono stimate a 825 000 hl, un valore invariato rispetto al 2011, la produzione dell’anno in corso rappresenterebbe l’81,3% del prodotto vendibile. Nonostante una produzione nello scorso anno di appena 591 000 hl, le giacenze di vini Porto pesano quindi ancora sui mercati.


  • Sudafrica, l’export di vino sfuso batte l’imbottigliato

    Per la prima volta in molti anni, il Sudafrica esporta più vini sfusi che imbottigliati: nel primo semestre 2012, infatti, i primi sono cresciuti del 31% mentre i secondi sono scesi del 9%. Lo riferisce l’associazione dei produttori Wines of South Africa, che comunque sottolinea i buoni risultati ottenuti dai vini imbottigliati in numerosi Paesi come in Germania (+5%), Canada (+16%), Finlandia (+8%), Giappone (+21%) e Russia (+41%).

    Le esportazioni di vini sudafricani stanno attraversando da alcuni anni una fase di contrazione: dal 2008, anno record con quasi 4,1 milioni di hl di vini tranquilli esportati, si è scesi a 3,7 milioni di hl nel 2010 e 3,5 nel 2011. In particolare si segnala negli anni la discesa dell’imbottigliato e l’aumento del vino sfuso, 2,2 milioni di hl contro 1,5 nel 2010, 1,8 milioni di hl contro 1,7 lo scorso anno fino al sorpasso odierno.


  • Il vino italiano in missione negli Usa

    Per la prima volta, ieri, un gruppo di alcuni famosi produttori vinicoli italiani assieme a Veronafiere è stata ricevuta nella sede del Congresso degli Stati Uniti, a Washington. Ad accogliere la delegazione, formata da Banfi, Allegrini, Terredora, Ferrari, Zonin e Giv e introdotta dall’ambasciatore italiano Claudio Bisognero, i duecento membri del congresso che costituiscono la Wine Caucus, la commissione che si occupa dei regolamenti federali sul mercato del vino, guidata dal suo presidente e fondatore Mike Thompson.

    Nel corso dell’incontro si è discusso in particolare dell’evoluzione del comparto vinicolo statunitense, fortemente influenzato dal prodotto italiano che costituisce un terzo delle importazioni totali in quantità e in valore. Nel 2011, verso gli Stati Uniti sono stati esportati 2,5 milioni di hl di vino italiano (+13%), per un valore di 1 miliardo e 248 milioni di dollari, in crescita del 16% sull’anno precedente.


  • Ritirato Champagne venduto senza etichetta solfiti

    Moët Hennessy ha dovuto ritirare in Gran Bretagna alcuni lotti del suo Champagne Krug perché mancanti dell’avviso in etichetta della presenza di solfiti, così come richiesto dai regolamenti comunitari. A seguito di ciò, la Food Standards Agency ha emesso un comunicato per avvisare del fatto i consumatori allergici o intolleranti ai solfiti. La maggior parte delle bottiglie ritirate ha un prezzo di vendita di parecchie centinaia di euro e sono tutte bottiglie millesimate tra il 1998 e il 2000, anni in cui l’obbligo di evidenziare in etichetta la presenza di solfiti non era ancora in vigore. La mancanza quindi consiste nel non avere aggiunto alla bottiglia una seconda etichetta con le indicazioni obbligatorie di legge sui solfiti, oppure invece le bottiglie in questione sono passate per un paese extraeuropeo, dove non esiste l’obbligo di questa etichetta, e da lì importate in Gran Bretagna.

    È un episodio fortunatamente circoscritto, ma il fatto che sia avvenuto dopo parecchi anni dall’entrata in vigore della normativa sulla indicazione in etichetta dei solfiti, era il 2005, induce a prestare maggiore attenzione al momento dell’imbottigliamento, proprio ora che è appena entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta anche i derivati del latte e dell’uovo.


  • Russia, una ‘rivoluzione’ per i vini dolci e semi dolci

    A partire dal 1° luglio in Russia tutti i vini dolci e semi dolci sono passati dalla categoria dei vini naturali a quella delle bevande a base di vino. Questo cambiamento mette in serie difficoltà i produttori russi perché obbligati a richiedere nuove licenze, registrare di nuovo i propri prodotti e poi acquistare e incollare sulle bottiglie i nuovi bolli di accise. Nel frattempo le aziende rimarranno sostanzialmente ferme.

    Questo cambiamento di classificazione è una vera e propria ‘rivoluzione’ per il mercato russo: i vini dolci e semi dolci di importazione potranno invece conservare la precedente denominazione, pertanto è facile prevedere che le aziende vinicole straniere occuperanno senza difficoltà tutto il segmento di mercato a scapito della produzione nazionale e di conseguenza i prezzi certamente cresceranno. Le autorità russe hanno adottato questi cambiamenti nell’intento di spingere a migliorare la qualità di questi prodotti, ma giova ricordare che nei consumatori russi rimane radicata la convinzione che una bevanda a base di vino sia un prodotto di scarsissima qualità, consumato dalle fasce più basse della popolazione in cerca di ubriacature a prezzo minore della Vodka.


  • Francia, in leggero aumento le vendite di vino nella GD

    Dall’inizio della campagna 2011/12 sono stati commercializzati in Francia nella grande distribuzione ben 6,6 milioni di hl di vini tranquilli, con un controvalore di 2,6 miliardi di euro, vale a dire un aumento dello 0,7% in volume e dell’8,8% in valore rispetto alla media delle ultime cinque campagne. Il prezzo medio è quindi stato di 3,92 euro al litro, un aumento dell’8%. Si osserva inoltre una crescita dei vini rosati e bianchi, rispettivamente +20,9% e +2,2%, mentre i vini rossi sono calati del 6,1%. In crescita infine i vini a Igp (+9,6%) a scapito dei Dop (-1,5%) sempre rispetto alla media quinquennale.


  • Frena l’export dei vini sfusi italiani

    Nel primo trimestre del corrente anno l’export vinicolo italiano è diminuito dell’8% in volume ma è cresciuto in valore del 7%. Lo rende noto un comunicato stampa dell’Ismea, che osserva come siano stati i vini sfusi a subire il peggior risultato (-25% in quantità) mentre per il vino imbottigliato la crescita è stata del 3% in quantità e del 6% in valore.

    La causa del calo è da ricercarsi nella accresciuta concorrenza di Paesi come Australia, Cile e Argentina, che stanno spingendo molto il proprio vino sfuso sui mercati internazionali, assieme al record ottenuto dalla Spagna, che ha ora scalzato dal primo posto l’Italia nella classifica degli esportatori mondiali per volume.

    Tra i principali Paesi, solo il Regno Unito presenta una crescita significativa (+19,5%) mentre in Germania Uniti il calo è stato del 6,2%, a cauda della riduzione del 14% delle spedizioni di vini sfusi, controbilanciata in parte da un aumento dell’export di vini in bottiglia (+3%) e di spumanti (+9%).


  • La vendemmia in Australia e in Nuova Zelanda

    Sostanzialmente confermate le previsioni vendemmiali dell’emisfero Sud: in Australia, secondo la Wfa, la federazione dei viticoltori, la raccolta è infatti cresciuta del 4%, con 1,66 milioni di tonnellate contro 1,6 milioni nel 2011, avvicinandosi alla media degli ultimi cinque anni di 1,63 milioni e ben al di sotto del livello record di 1,93 milioni raggiunto nel 2005. Il prezzo medio è cresciuto rispetto allo scorso anno, mentre il rapporto tra scorte e vendite è a un livello molto basso, il che vuol dire un leggero abbassamento del surplus produttivo che ha creato in questi anni numerosi problemi.

    In Nuova Zelanda, invece, confermato il calo produttivo, calcolato dalla associazione produttori locale attorno al 18%, a causa di inverno particolarmente freddo con rese basse e una vendemmia tardiva. I rossi come il Pinot Noir hanno avuto una resa uguale allo scorso anno, mentre i bianchi sono in calo, Riesling in particolare, e Chardonnay, addirittura -25%.


  • Cina, una città del vino per i 120 anni di Changyu Pioneer Wine

    Sorgerà nella città di Yantai, nella provincia di Shangdong, la sua superficie sarà di 413 ettari e costerà circa un miliardo di dollari. Stiamo parlando della nuova città del vino che verrà costruita dalla casa vinicola Changyu Pioneer Wine per festeggiare i suoi 120 anni, ma anche per promuovere in modo straordinario il vino in Cina. La città del vino, che verrà completata nel 2016, ospiterà un istituto di ricerca, un centro di produzione, un centro internazionale per il commercio vinicolo e per finire due ‘chateaux’ per la produzione di vini e brandy di alto livello.

    La casa vinicola Changyu non è nuova a questo genere di iniziative: già nel 2002, assieme alla casa vinicola francese Castel aveva annunciato la costruzione, sempre nella provincia di Shangdong, dell’enorme Chateau Changyu-Castel seguito da altri sei chateaux. Tre di questi sono ora completi, mentre per gli altri tre, lo Chateau Changyu Baron Balboa nello Xinjiang Uygur, lo Chateau Changyu Moser XV in Ningxia Hui e lo Chateau Changyu Reina nella provincia dello Shaanxi, la loro apertura è prevista per quest’anno.


  • Sergio Zingarelli neopresidente del consorzio Chianti Classico

    Sergio Zingarelli è il nuovo presidente del consorzio del Chianti Classico, a lui il compito impegnativo di impartire al consorzio nuove strategie per portare la denominazione in una posizione di eccellenza così come deciso dal consiglio di amministrazione: dalla valorizzazione della Riserva attraverso nuove regole di produzione, alla nascita di una nuova categoria di Chianti Classico che si posizionerà al vertice della piramide qualitativa e al restyling del logo Gallo Nero che uscirà dalla fascetta di Stato per accresce la propria visibilità.

    Sergio Zingarelli, proprietario e presidente di Rocca delle Macie, vanta una lunga e consolidata esperienza nella gestione del consorzio del Chianti Classico: membro del consiglio di amministrazione dal 1995, nel 2003 è stato nominato vice presidente del consorzio del marchio storico fino al maggio del 2009 quando è stato nominato vice presidente del consorzio del Chianti Classico, per giungere ora alla presidenza al posto di Marco Pallanti(Castello di Ama).


  • Premio enoletterario Santa Margherita 2012

    È ufficialmente aperta la settima edizione del premio enoletterario Esploratori del gusto Santa Margherita. Tutti i cittadini residenti in Italia, senza limiti di età, sono invitati a scrivere un testo non superore a 4000 battute in cui il binomio cibo-vino sia protagonista. I partecipanti hanno tempo fino al 23 settembre a iscriversi sul sito www.santamargherita.com e a inviare il loro elaborato. I tre vincitori guadagneranno un week end per due persone in un hotel a 4/5 stelle oltre a un buono libri di 1500, 1000 e 500 euro, mentre i loro racconti verranno pubblicati sulle retro etichette delle bottiglie Santa Margherita con una tiratura complessiva di oltre 600.000 copie.


  • La dotazione finanziaria per il 2013 assegnata all’Ocm vino

    Il ministero delle Politiche agricole ha emanato il Decreto n. 3905 che stabilisce la ripartizione della dotazione finanziaria per il 2013 come previsto per l’Ocm vino. Ecco la tabella del ministero, alla quale è stata aggiunta per un utile confronto la colonna degli stanziamenti del corrente anno.

    
    MISURA                                  Stanziamento 2012  Stanziamento 2013
    Promozione sui mercati dei Paesi Esteri        82.380.817        102.164.449 
    Ristrutturazione e riconversione Vigneti      120.793.183        124.571.551 
    Vendemmia verde                                30.000.000         30.000.000 
    Assicurazione del raccolto                     20.000.000         20.000.000 
    Investimenti                                   40.000.000         40.000.000 
    Distillazione sottoprodotti                    20.000.000         20.000.000 
    Distillazione alcole usi commestibili          10.000.000                  0
    Arricchimento con mosti                        18.000.000                  0
    TOTALE                                        341.174.000        336.736.000 
    

     

    Le somme che erano state stanziate per le distillazioni, tranne le prestazioni viniche, e per gli arricchimenti sono ora state aggiunte alle voci per le ristrutturazioni e la promozione mentre gli investimenti rimangono pressoché invariati. Per garantire il pieno utilizzo delle risorse comunitarie, le eventuali economie saranno destinate alla misura dell’assicurazione del raccolto solo dopo avere soddisfatto il fabbisogno finanziario delle altre misure.


  • Pubblicato in Gu il decreto sui controlli dei vini Dop e Igp

    Al termine di molte vicissitudini è stato emanato il decreto che rende operativi i controlli dei vini Dop e Igp secondo le nuove modalità. I tempi per poter applicare le disposizioni a partire dalla campagna 2012/2013 sono strettissimi e soprattutto per le Igp si dovrà accelerare la fase preparatoria per individuare rapidamente gli organismi terzi incaricati e per predisporre i piani di controllo. Come noto i ritardi sono stati causati dal prolungarsi dell’iter legislativo in quanto non è stata raggiunta l’intesa in conferenza Stato-Regioni per l’opposizione della Regione Veneto.


  • Allergeni, emanato il regolamento, si parte dalla vendemmia 2012

    La Commissione europea ha emanato il regolamento che modifica l’articolo 51 del reg. 607/09 per riconfermare l’obbligo sulla etichettatura degli allergeni e indicare le modalità operative da seguire. L’obbligo entra in vigore il 1° luglio di quest’anno, ma solo per i vini della prossima vendemmia (2012) e successive, pertanto i vini precedenti alla vendemmia 2012 non dovranno riportare nessuna indicazione. La nuova etichettatura è obbligatoria solo per i vini con un residuo in derivati del latte o dell’uovo superiore a 0,25 mg/litro (limite di rilevabilità fissato dal metodo di analisi).