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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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  • Le fiere del vino in Cina nel 2014

    Negli ultimi anni, a causa della crescita dell’industria vinicola in Cina e del parallelo aumento dei consumi, si assiste a un autentico proliferare di fiere sul vino in tutto il territorio cinese. Quali sono i cavalli giusti su cui puntare solo il tempo lo dirà; nel frattempo, con l’aiuto di winechina.com, proviamo a stilare una lista delle manifestazioni di un certo spessore e più promettenti per i nostri produttori. Ricordiamo che, secondo gli ultimi dati Istat, l’export di vino italiano in Cina nei primi nove mesi del 2013 è rimasto pressoché invariato in quantità (circa 53 milioni di euro) nonostante il calo da 250.000 a 160.000 hl in quantità dovuto alle ben note vicende sui dazi doganali. A tutti un felice 2014.

    Chengdu, 25-28 marzo
    Vinitaly China

    Pechino, 8-10 aprile
    2014 7th China (Beijing) International Wine Exhibition

    Shanghai, 13-15 maggio
    SIAL China 2014, 15th Food & Beverage Exhibition

    Hong Kong, 27-29 maggio
    Vinexpo Asia-Pacific

    Guangzhou, 27-29 maggio
    2014 Sixth China Guangzhou International Wine & Spirits Exhibition

    Pechino, 4-6 giugno
    Topwine China 2014

    Yantai, 12-14 giugno
    The 8th Yantai International Wine Exposition

    Shanghai, 13-15 giugno
    COFE2014, 8th China (Shanghai) Wine & Spirits Exhibition

    Ningxia, 18-20 giugno
    2014 Sitevinitech

    Shanghai, 20-22 giugno
    2014 China Shanghai 8th International Wine Exhibition

    Pechino, 29-31 luglio
    2014 World Congress Grapes Beijing (Yanqing) International Wine Exposition

    Chongqing, 12-15 ottobre
    The 91th China Food & Drinks Fair (2014 Autumn)

    Hong Kong, 6-8 novembre
    The 7th HKTDC International Wine & Spirits Fair

    Shanghai, 1-3 dicembre
    2014 13th Shanghai International Wine & Spirits Exhibition


  • Nizza Monferrato chiede la ‘sua’ Docg

    Un ‘sì’ unanime da parte dei soci del Consorzio dei vini d’Asti e del Monferrato, riuniti in assemblea la scorsa settimana, ha sancito l’inizio dell’iter di richiesta per il riconoscimento della nuova Docg Nizza. Volontà dei 44 produttori attorno alla città di Nizza Monferrato è quella di diventare una punta di diamante della produzione di Barbera del Piemonte e per far questo chiedono di non essere più una semplice sottozona del Barbera d’Asti superiore e propongono per la loro nuova Docg alcune importanti innovazioni nel disciplinare: il nuovo Nizza sarà 100% Barbera (attualmente 90% minimo) e non sarà consentito l’arricchimento del grado alcolico nelle annate dichiarate sfavorevoli. Inoltre, nasce un Nizza Riserva che dovrà essere affinato in cantina almeno 30 mesi di cui 12 in botti di legno.

    Oggi si producono già 200.000 bottiglie di Barbera d’Asti superiore Nizza, la metà delle quali prende la via dell’export, ma l’obiettivo dichiarato è di raggiungere quota un milione entro un paio d’anni e passo necessario è il riconoscimento come Docg a sé stante, così affermano al Consorzio. Inizia quindi l’iter burocratico tra regione Piemonte, ministero delle Politiche agricole e Unione europea. Difficile quindi quantificare i tempi.


  • Nuova Ocm unica per i prodotti agricoli e il vino

    Con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale Ue del regolamento n. 1308/13 si è concluso l'iter della riforma dell'Organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. Il provvedimento interessa anche i prodotti vitivinicoli modificando solo alcuni aspetti della normativa precedente, ma mantenendo sostanzialmente la vigente impostazione, salvo che per la parte relativa alla gestione degli impianti viticoli.

    Viene abolito il divieto totale di impianto di nuovi vigneti e si passa dalla gestione dei diritti di impianto al meccanismo della autorizzazioni che prevedono anche la possibilità di incrementare le superfici vitate entro il limite massimo annuale, per stato membro, dell'1%. Sono previste misure transitorie per il passaggio dai diritti di impianto alle autorizzazioni. Tale conversione avviene su presentazione di una richiesta da parte dei produttori interessati entro il 31 dicembre 2015. Gli Stati membri possono decidere di consentire ai produttori di presentare tale richiesta di convertire i diritti in autorizzazioni entro il 31 dicembre 2020.

    Una nuova misura di sostegno si è aggiunta a quelle esistenti, in particolare l'articolo 51 del regolamento prevede che può essere concesso un sostegno per gli investimenti materiali o immateriali destinati allo sviluppo di nuovi prodotti, trattamenti e tecnologie. Il sostegno è diretto ad aumentare le prospettive di commercializzazione e la competitività dei prodotti vitivinicoli dell'Unione e può includere il trasferimento di conoscenze. I tassi massimi di aiuto concernenti il contributo al sostegno fornito sono gli stessi previsti per la misura investimenti. La misura promozione viene estesa anche alle azioni di informazione e promozione negli Stati membri, al fine di informare i consumatori sul consumo responsabile di vino, nonché sui sistemi delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche.


  • L'Ue autorizza nuove pratiche enologiche

    Il regolamento n. 606/09 relativo alle pratiche enologiche è stato modificato dal regolamento n. 1251/13 del 3 dicembre 2013 per autorizzare alcune nuove pratiche enologiche, già autorizzate dall’Oiv a seguito di recenti ricerche, allo scopo di mettere sullo stesso piano i produttori vitivinicoli dell’Ue e i produttori dei Paesi terzi.

    Tra le nuove pratiche viene autorizzata la gestione dei gas disciolti nei vini mediante contattori a membrana secondo specifiche condizioni d’uso. L'impiego dei gas disciolti nei vini mediante contattori a membrana è consentito per i prodotti dell’allegato XI ter, paragrafi 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 15 e 16, del regolamento n. 1234/07 ad eccezione dell’aggiunta di diossido di carbonio riservata solo ai prodotti dei paragrafi 4, 5, 6 e 8 e il trattamento dovrà essere riportato nei registri conformemente all’articolo 41 del regolamento n. 436/09.

    È previsto anche l’uso di lieviti inattivati e alla riga 6 dell'allegato IA è stata inserita la possibilità di impiegare gli autolisati di lievito, solo per le uve fresche, il mosto d’uva, il mosto di uve parzialmente fermentato, il mosto di uve parzialmente fermentato ottenuto con uve parzialmente appassite, il mosto di uve concentrato e il vino nuovo ancora in fermentazione. Infine, tra le proteine vegetali sono state aggiunte anche le proteine derivanti dalle patate.


  • Gli appuntamenti internazionali di Sitevinitech

    Nel 2012 il Comité d’Exposition de Bordeaux, organizzatore di Vinitech, e Comexposium, organizzatore di Sitevi, avevano creato una joint venture per sviluppare insieme Sitevinitech, fiera internazionale per l’industria del vino. Si avvicinano ora i prossimi appuntamenti fieristici previsti in Argentina e in Cina: dal 28 al 30 maggio 2014 si terrà la seconda edizione di Sitevinitech Argentina e precisamente a Mendoza, la prima regione viticola dell’America latina. Nella scorsa edizione 300 espositori hanno potuto incontrare più di 10.000 visitatori professionali di tutto il Sud America, principalmente provenienti dall’Argentina, Bolivia, Brasile, Cile e Uruguay. Alla sua terza edizione invece Sitevinitech Cina, prevista dal 18 al 20 giugno 2014 a Yinchuan, considerata la futura capitale del vino cinese. Nella scorsa edizione 105 espositori, la metà dei quali esteri, hanno potuto tessere rapporti commerciali con più di 4.500 visitatori professionali cinesi. Per informazioni e contatti www.sitevinitech.com


  • Export vinicolo italiano, ci sono buone notizie

    Anche se manca ancora un trimestre statistico, l’analisi dei primi nove mesi dell’export vinicolo italiano delinea già uno scenario decisamente roseo: con 3,5 miliardi di euro di export (+8,5%) sembra davvero raggiungibile a fine 2013 il record di 5 miliardi di fatturato tra vini e mosti. La spinta decisiva la daranno i vini spumanti, che registrano in nove mesi una crescita del 16,3% in quantità e dell’8,0% in volume. Tra tutti spicca il risultato del Prosecco, con 683.000 hl esportati (+27,2%) e 262 milioni di euro in valore (+28,4%). Il Prosecco miete successi soprattutto negli Stati Uniti, +18,0% in quantità e +24,4% in valore, e nel Regno Unito, +50,1% in quantità e +46,5% in valore. Da segnalare l’interesse crescente della Cina per i nostri spumanti: il quantitativo esportato è ancora modesto, 20.000 hl circa, ma che ha visto una crescita in soli nove mesi del 68,8%.


  • Troppe le Doc piemontesi, accorpiamole, ne bastano 23

    Le denominazioni piemontesi sono attualmente 66, ma il Comitato per la celebrazione del cinquantesimo anniversario della Legge Desana ritiene siano troppe e soprattutto di scarsa incisività a livello di comunicazione e di immagine. Ecco quindi partire una proposta di revisione globale di tutte le denominazioni piemontesi, raggruppandole su quattro fasce di livelli e riducendole a 23.

    Più in dettaglio, la proposta prevede una prima fascia di vini di interesse internazionale per una produzione di circa 130 milioni di bottiglie; una seconda fascia prevalentemente di diffusione nazionale (circa 165 milioni di bottiglie tendenzialmente in riduzione verso 150 milioni); una terza fascia denominata vini terroir, perché fanno riferimento a territori limitati, infine una quarta fascia di vini cosiddetti da collezione.

    Con questa griglia operativa, tra accorpamenti e razionalizzazioni, il Comitato propone la riduzione a sole 23 denominazioni e cioè gli spumanti Asti e Alta Langa; i bianchi Gavi e Arneis; i rossi Barbaresco, Barbera d’Asti, Alba, Barolo, Carema, Gattinara, Ghemme, Ruchè di Castagnole Monferrato, inoltre le tre denominazioni Piemonte, Langhe, Monferrato (bianchi e rossi); infine gli aromatici Brachetto d’Acqui, Caluso Passito, Loazzolo, Moscato d’Asti, Strevi. Una similare operazione è prevista anche a livello di consorzi di tutela.

    È un progetto sicuramente non semplice e di complessa articolazione, il Comitato ritiene però che il necessario e auspicato dibattito, avviato ora, non debba andare troppo in lungo, ma si concluda nei primi mesi dell’anno prossimo per poi passare alla fase legislativa vera e propria. Per approfondimento leggere il testo completo della propostapubblicato dalla rivista Barolo & co.


  • La produzione vinicola Ue è di 171,2 milioni di hl

    La produzione vinicola per l’anno 2013-14 dei 28 paesi dell’Ue è stata di 171,2 milioni di hl. Questo è il dato ufficiale che è la somma delle singole produzioni nazionali che ogni stato membro, come richiede l’art. 19 del regolamento 436/2009, comunica alla Commissione europea entro la fine di novembre. L’Italia rimane il primo paese produttore, con 46,5 milioni di hl e una crescita del 2% rispetto alla precedente campagna, ma il risultato più eclatante è il sorpasso della Spagna sulla Francia per il secondo posto: una crescita del 33% ha infatti permesso alla Spagna di passare da 34,2 milioni di hl agli attuali 45,5 mentre la Francia, pur crescendo del 7%, è passata da 41,4 milioni di hl a 44,1.

    Dopo questi tre paesi, che assieme rappresentano l’80% della produzione Ue, non vi sono altre sorprese: la Germania è quarta con 9,11 milioni di hl, seguono il Portogallo (6,74), la Romania (5,94), la Grecia (3,7), l’Ungheria (2,6). Da segnalare poi per la prima volta la produzione vinicola della Croazia (1,42 milioni di hl) essendo diventata membro dell’Ue solo dallo scorso 1° luglio.


  • Il bilancio 2012 di Valoritalia

    1,2 miliardi di bottiglie controllate, su 176 vini a Dop (per il 60% del totale) e su 41 a Igp e, per la prima volta, certificati anche i vini biologici. Sono alcune cifre chiave del bilancio 2012 dell’attività di Valoritalia, che nei primi 10 mesi del 2013 sono già prelevato oltre 36.500 campioni, pari ad oltre 6.100.000 hl, per effettuare le analisi chimico-fisiche e organolettiche necessarie all’ottenimento dell’idoneità alla denominazione.

    ‘Il 2013 è stato un anno ricco di novità, frutto di quanto di buono seminato negli anni precedenti - commenta Luigino Disegna, presidente di Valoritalia - e tra tutte spicca l’avvio della certificazione per il vino biologico. Attualmente Valoritalia controlla più del 70% del vino italiano a denominazione ed è dislocata sul territorio nazionale con 35 sedi. È stato calcolato che nel 2014 una persona su sette nel mondo stapperà una bottiglia certificata da Valoritalia.


  • Ritorna a marzo il concorso enologico internazionale di Vinitaly

    Dopo l’esperimento autunnale del 2012, il Concorso enologico internazionale e il Concorso internazionale packaging di Vinitaly ritornano a marzo, una ritorno al passato ritenuto più strategico da punto di vista del marketing, perché consente alle aziende vincitrici di medaglia o di menzione di presentare i nuovi prodotti già fregiandosi dei premi conquistati. Nel panorama vinicolo internazionale questi due concorsi internazionali sono un esempio di longevità, a dimostrazione della loro efficacia e della loro validità: il Concorso enologico internazionale n. 21 sarà quindi di scena a Verona dal 26 al 30 marzo, mentre il Concorso di packaging n. 18 si svolgerà in leggero anticipo, il 14 marzo.


  • Agivi, riconfermata alla presidenza Carlotta Pasqua

    Il Consiglio dell’Agivi, associazione giovani imprenditori vinicoli italiani, ha riconfermato alla presidenza Carlotta Pasqua, che continuerà per altri tre anni l’incarico iniziato nel 2010; vicepresidenti Francesca Argiolas e Federico Terenzi. Associazione e presidenza intendono proseguire sulla strada già tracciata per l’impegno nella crescita personale e professionale degli associati e la creazione di un forte spirito di gruppo. Formazione e sistema sono quindi le parole chiave su cui si articoleranno le iniziativi che Agivi intende percorrere valorizzando al meglio creatività e capacità imprenditoriale dei suoi associati.