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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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  • Soldi pubblici cinesi per acquistare case vinicole francesi

    Fondi governativi cinesi per centinaia di milioni di yuan sono stati utilizzati impropriamente per l’acquisto di una dozzina di case vinicole di Bordeaux. Un uso scorretto di denaro pubblico e un chiaro segno di corruzione a livello governativo, quindi, che il presidente cinese Xi Jinping sta combattendo da tempo. Circa 268 milioni di yuan (quasi 32 milioni di euro) sono stati spesi per questi acquisti da due ditte di Dalian, una città portuale nel nord-est della Cina; una di queste è il gruppo Haichang, una società che ha ottenuto grandi profitti con il petrolio e che ora ha aperto la strada per gli investimenti della Cina in vigneti francesi. La Cina non è l’unico paese interessato ai più blasonati château di Francia utilizzando denaro di provenienza oscura o impropria: Tracfin, un ente del ministero francese delle Finanze specializzato nel combattere il riciclaggio internazionale di denaro, l’anno scorso aveva infatti avvisato che gruppi di investimento cinesi e russi stavano usando fondi di origine incerta per acquisire vigneti francesi.


  • Decreto Campolibero, novità per vini e alcolici

    Il Consiglio dei ministri, nei giorni scorsi, ha approvato le prime misure urgenti di un programma di azioni per il settore agricolo e agroalimentare, vino compreso, denominato Campolibero. L’obiettivo dichiarato è quello di semplificare la burocrazia esistente e di creare nuova occupazione, specialmente giovanile. In particolare, per il settore vinicolo, non è più prevista l’emanazione di un decreto ministeriale che stabilisce le caratteristiche delle sostanze enologiche espressamente ammesse né un secondo decreto sull’autorizzazione agli stabilimenti di prodotti enologici. Per il settore delle bevande alcoliche, invece, la produzione di mosto cotto ora non è più soggetta ad autorizzazione, ma è sufficiente una comunicazione preventiva alla Repressione frodi competente per territorio. Lo stesso anche per le bevande spiritose. Infine, comunicazione preventiva e non più autorizzazione anche per le distillerie che possiedono centri di raccolta esterni per lo stoccaggio dei sottoprodotti.


  • Venezia, alcol test anche per i gondolieri

    Una modifica del regolamento per la circolazione acquea del comune di Venezia, adottando il principio che anche tra rii e canali devono essere applicate le norme del codice della strada, in quanto giudicate compatibili, introduce alcol test ed esami per stupefacenti a tutti i guidatori di imbarcazioni a remi o a motore. Anche i gondolieri quindi potranno essere sottoposti all’etilometro a richiesta delle forze dell’ordine. Non solo: come per gli automobilisti, non si potrà ascoltare musica con le cuffie né usare il telefonino se non con un auricolare o un viva voce.


  • Convalida documenti di accompagnamento: ora c’è la Pec

    L’Ispettorato centrale repressione frodi, con Decreto dipartimentale n. 1021 del 17 giugno, ha stabilito che dal 1° settembre prossimo i documenti di accompagnamento vitivinicoli potranno essere convalidati direttamente tramite posta elettronica certificata (Pec) così come prevede l’art. 8 del Dm 7490 del 2 luglio scorso. Questa modalità di convalida si aggiunge a quelli già utilizzati (tramite il comune del luogo di inizio del trasporto o l’ufficio territoriale della Repressione frodi oppure tramite microfilmatura) e consiste nell’invio di un messaggio Pec con allegato il documento di accompagnamento non prima di quindici ore rispetto all’ora di partenza e nel successivo aggiornamento del documento di accompagnamento tra cui l’obbligo di stampare sul retro il messaggio di ricevuta di avvenuta consegna da parte dell’ufficio territoriale della Repressione frodi.

    Qui è possibile scaricare il Decreto dipartimentale con il suo allegato e gli esempi di messaggi di convalida, mentre qui si riportano i link di wineacts.it per il Decreto 7490 e la sua circolare esplicativa.


  • Ismea, i primi tre mesi dell’export vinicolo italiano

    Un report di Ismea diffuso in questi giorni conferma le tendenze dell’export vinicolo italiano anche per il primo trimestre di quest’anno. I vini spumanti crescono del 18% in quantità e del 19% in valore ma tra questi spicca senz’altro il +38% del Prosecco mentre l’Asti subisce una battuta d’arresto del 12%. I mercati più ricettivi sono quelli statunitensi e britannici, mentre le vendite in Germania sono in frenata.

    Se i vini confezionati mantengono le loro posizioni, +1% in volume e +5% in valore, il segmento dei vini sfusi italiani invece ha registrato un ribasso del 6% in quantità e del 13% in valore, causato dal vero e proprio crollo del prezzo dei vini sfusi spagnoli, -45% i bianchi e -30% i rossi, come conseguenza della abbondante vendemmia dello scorso autunno.


  • Prosecco, il Consorzio chiede il destoccaggio di 100.000 hl

    Visto l’andamento positivo del Prosecco sui mercati internazionali il Consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela ha richiesto alle regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia di svincolare circa 100.000 hl di vino attualmente sottoposti a stoccaggio. In particolare, per i vigneti al secondo anno (resa al 60%): la quantità di vino ottenuta dalle uve eccedenti gli 87 quintali fino ai 92, alla produzione di vini Doc Prosecco, mentre la parte rimanente, fino alla resa massima consentita, alla produzione di vini Igp e/o spumanti varietali senza indicazione al riferimento della varietà Glera. Per tutti gli altri vigneti (al pieno potenziale). la quantità di vino ottenuta dalle uve eccedenti i 145 quintali fino ai 153, alla produzione di vini Doc Prosecco, mentre la parte rimanente, fino alla resa massima consentita, alla produzione di vini Igp e/o spumanti varietali senza indicazione al riferimento della varietà Glera.


  • Usa, fusione strategica tra Winebow e The Vintner Group

    Winebow e The Vintner Group, due aziende leader nella importazione e nella distribuzione dei vini italiani negli Stati Uniti, hanno annunciato la loro fusione dando così vita a The Winebow Group, una realtà da 600 milioni di dollari di fatturato e 1200 dipendenti in grado di operare direttamente senza intermediari in 15 Stati americani che rappresentano più del 50% del consumo di vino negli Usa. L’unione delle due aziende ‘permetterà di soddisfare i bisogni di un mondo - quello del vino e degli alcolici - che è in continuo mutamento, grazie a un’unica piattaforma che fornirà sia un servizio di import, sia di distribuzione’, ha affermato il fondatore e presidente di Winebow, Leonardo LoCascio.