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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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  • Prodotti 44,7 milioni di hl nella vendemmia 2014

    Secondo i dati Agea, nella campagna 2014/15, sono stati prodotti in Italia 44.739.039 hl di vino. Il dato conferma le previsioni avanzate dall'Ismea e denota una significativa flessione produttiva sull'annata 2013 che si era rivelata particolarmente abbondante (-16%). Il dato produttivo dei vini Dop ammonta a 14.736.523 hl di cui il 52,2% è costituito da vini bianchi, mentre per i vini a indicazione geografica tipica il volume prodotto è pari a 12.669.111 hl con una prevalenza, anche in questo caso, dei vini bianchi (52,1% del totale). La produzione dei vini varietali ammonta a 217.960 hl con una prevalenza di vini rossi (59,5% del totale). In realtà la quota di vino varietale commercializzata è superiore in quanto derivante da riclassificazione di vini Dop e Igp. La produzione dei vini generici ha registrato 10.400.579 hl confermando la netta prevalenza di vini bianchi con il 57,2%. Infine è stata dichiarata la produzione anche di 6.714.865 hl di mosti con leggera prevalenza di bianchi.

    Per la prossima vendemmia, secondo indiscrezioni ministeriali, è in preparazione una revisione delle disposizioni relative alla dichiarazione di produzione. Un decreto è allo studio del Mipaaf e prevede novità nelle tempistiche e nelle modalità operative. (g.r.)


  • Nuovo traguardo per l'export vinicolo: 5,1 miliardi di euro

    Si conferma positivo l'andamento dell’export vinicolo italiano che ha chiuso il 2014 con un incremento sia in volume sia in valore pari all'1%. Il comparto dei vini Dop e Igp vale ora ben 4,3 miliardi di euro pari all'84% del valore complessivo. La domanda interna rimane in flessione, ma l’export si conferma una realtà consolidata. La campagna in corso, sebbene abbia registrata una produzione più scarsa della precedente, è partita con una giacenza di oltre 45 milioni di hl e ciò è stato alla base della scarsa dinamicità dei listini alla produzione pur con una flessione produttiva stimata in tutta la Penisola.

    L’Italia, con 20,4 milioni di hl di vini che hanno varcato i confini nazionali, ha perso quest’anno la supremazia tra gli esportatori mondiali a vantaggio della Spagna. L'abbondante vendemmia spagnola del 2013 aveva infatti permesso agli operatori iberici di posizionarsi con quotazioni assai competitive soprattutto sul mercato dello sfuso. Dei 22,6 milioni esportati (+22%) il segmento dello sfuso spagnolo rappresenta 12,5 milioni di hl (+38% sull’anno precedente). Il punto debole dell’export spagnolo è però il valore totale, in quanto nel 2014 sono stati incassati 2,5 miliardi di euro, con una flessione del 5% sul 2013. Anche la Francia, peraltro, ha visto scendere i propri introiti a 7,7 miliardi di euro (-1%) ed anche i volumi hanno registrato una lieve battuta d’arresto (-1%).

    In questo contesto internazionale non brillante l’Italia, tra i grandi esportatori europei, rimane ad avere una crescita, pur limitata, sia in quantità sia in valore. Dal dettaglio dei singoli segmenti esportati dall’Italia si osserva che, nel corso dei mesi, gli sfusi abbiano rallentato la propri discesa attestandosi a fine anno a -2% in volume, con una perdita comunque importante in termini di introiti (-18%). Questo risultato negativo è dovuto al calo dei prezzi dei vini comuni che nel 2014 è stato pari al 28%. (g.r.)


  • Completato il quadro normativo Ue sulle autorizzazioni

    Gli attesi regolamenti relativi al nuovo sistema delle autorizzazioni degli impianti vitati sono stati pubblicati sulla gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. 93 del 9 aprile 2015. Con l'emanazione del regolamento delegato n. 560/15 che integra il regolamento Ue n. 1308/13 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli e del regolamento di esecuzione n. 561/15recante modalità di applicazione del regolamento Ue n. 1308/13 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli, il quadro normativo Ue è completo, ma si dovrà attendere che vengano predisposti i provvedimenti nazionali che definiranno le modalità operative.

    Ciascun Stato membro, entro il 1° marzo di ogni anno, dovrà decidere se utilizzare l'intero plafond dell'1% della propria superficie vitata e quali criteri applicare per l'assegnazione. L’assegnazione delle autorizzazioni, in base ai criteri di priorità definiti, dovrà essere effettuata a livello nazionale. I produttori viticoli potranno presentare le domande per nuove autorizzazioni entro il 1° maggio di ogni anno e le autorizzazioni verranno assegnate agli aventi diritto entro il 1° agosto. Per i reimpianti la richiesta di autorizzazione potrà essere presentata durante la medesima campagna viticola in cui si effettua l’estirpazione del vigneto e l'utilizzo dovrà avvenire nell'ambito dell'azienda in cui è stata effettuata l’estirpazione. Il regolamento delegato n. 560/15 fissa i criteri di ammissibilità e di priorità e le relative le modalità applicative per assicurare le stesse condizioni di attuazione nell’Ue. (g.r.)