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L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
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Nuovo traguardo per l'export vinicolo: 5,1 miliardi di euro

Si conferma positivo l'andamento dell’export vinicolo italiano che ha chiuso il 2014 con un incremento sia in volume sia in valore pari all'1%. Il comparto dei vini Dop e Igp vale ora ben 4,3 miliardi di euro pari all'84% del valore complessivo. La domanda interna rimane in flessione, ma l’export si conferma una realtà consolidata. La campagna in corso, sebbene abbia registrata una produzione più scarsa della precedente, è partita con una giacenza di oltre 45 milioni di hl e ciò è stato alla base della scarsa dinamicità dei listini alla produzione pur con una flessione produttiva stimata in tutta la Penisola.

L’Italia, con 20,4 milioni di hl di vini che hanno varcato i confini nazionali, ha perso quest’anno la supremazia tra gli esportatori mondiali a vantaggio della Spagna. L'abbondante vendemmia spagnola del 2013 aveva infatti permesso agli operatori iberici di posizionarsi con quotazioni assai competitive soprattutto sul mercato dello sfuso. Dei 22,6 milioni esportati (+22%) il segmento dello sfuso spagnolo rappresenta 12,5 milioni di hl (+38% sull’anno precedente). Il punto debole dell’export spagnolo è però il valore totale, in quanto nel 2014 sono stati incassati 2,5 miliardi di euro, con una flessione del 5% sul 2013. Anche la Francia, peraltro, ha visto scendere i propri introiti a 7,7 miliardi di euro (-1%) ed anche i volumi hanno registrato una lieve battuta d’arresto (-1%).

In questo contesto internazionale non brillante l’Italia, tra i grandi esportatori europei, rimane ad avere una crescita, pur limitata, sia in quantità sia in valore. Dal dettaglio dei singoli segmenti esportati dall’Italia si osserva che, nel corso dei mesi, gli sfusi abbiano rallentato la propri discesa attestandosi a fine anno a -2% in volume, con una perdita comunque importante in termini di introiti (-18%). Questo risultato negativo è dovuto al calo dei prezzi dei vini comuni che nel 2014 è stato pari al 28%. (g.r.)