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L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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Usa, mercato in contrazione ma il vino italiano regge

Nonostante l’import vinicolo negli Stati Uniti confermi nel primo semestre 2015 un momento di generale contrazione, -3,8% in quantità e -3,4% in valore, i vini italiani mantengono le proprie posizioni con un leggero aumento in quantità (+1,5%) da 1,25 milioni di hl a 1,27 contro un valore in calo del 6,1% da 683 milioni di dollari a 641. Lo riferisce una nota dell’Italian Wine and Food Institute (Iwfi) diramata oggi. Significativa la contrazione nell’export dei vini sfusi provenienti da Australia (-16,4%), Cile (-32,1%) ed Argentina (-8,8%) mentre per quanto riguarda il valore, i dati in discesa risentono largamente del variato rapporto di cambio tra euro e dollaro.

Senza soste invece l’aumento delle importazioni di spumanti negli Stati Uniti che, sempre secondo l’Iwfi, nel primo semestre di quest’anno hanno fatto registrare un aumento del 23% in quantità e del 12,9% in valore. L’Italia, in particolare, ha registrato un cospicuo aumento del 35% in quantità e del 15% in valore con una quota di mercato del 57% in quantità del 31% in valore. Tradotto in cifre, nei primi sei mesi del 2015 gli spumanti italiani sono passati da 175.000 hl e poco più di 100 milioni di dollari a 236.000 hl e quasi 117 milioni di dollari.