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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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Usa e Cina, gioventù diverse ma più vicine con il vino

Una indagine realizzata in occasione di Vinitaly dall’Osservatorio Paesi Terzi Business Strategies in collaborazione con Nomisma-Wine Monitor, ha indagato sugli stili e sulle modalità di consumo del vino dei giovani tra i 20 e i 35 anni (i cosiddetti millennials) di Cina e Stati Uniti. Due gioventù diverse nella mentalità e nella cultura ma molto meno lontane tra loro quando si tratta del vino.

In entrambi i Paesi infatti si dà molta rilevanza all'importanza al marchio aziendale, che rappresenta il primo criterio di scelta per i cinesi (indicato dal 22%) e il terzo per gli americani (16%). I consigli di amici e dei negozianti sono ritenuti rilevanti dal 16% dei cinesi e dal 17% degli americani mentre il Paese di origine del vino è molto importante per i giovani cinesi, sono il 17% quelli che lo utilizzano come criterio di scelta, molto di meno per i giovani americani (6%).

Il vino italiano gode di ottima reputazione: il 35% dei giovani statunitensi ritiene che il vino italiano sia superiore a quello francese mentre solo il 4% pensa il contrario. I coetanei cinesi sono invece per il 22% a favore e per il 10% contro. Inoltre per il 32% dei giovani cinesi il vino è il prodotto bandiera del made in Italy, più di moda, arredamento e design, e viene associato a parole come eleganza (29%), qualità (24%) e tradizione (16%).