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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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Primi scenari per il dopo Brexit

A due mesi dal referendum che ha avviato l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea le aziende vinicole del continente si stanno ancora interrogando su quali potranno essere le conseguenze future per i loro affari. È quindi l’ora delle società di ricerca e di investimenti che tentano di fare luce sugli effetti della Brexit con le loro analisi di mercato. È il caso di Rabobank, che al momento vede due tipi di difficoltà: nel corto periodo la svalutazione della sterlina in atto e nel medio periodo alcuni ostacoli sul libero commercio attuale. In entrambi i casi i paesi maggiori esportatori nel Regno unito (Italia, Spagna e Francia lo sono per il 60% circa) dovranno, secondo Rabobank, fin da ora muoversi per potenziare i loro sforzi verso altri mercati come Stati uniti e Cina. La società d’investimento britannica Cult Wines invece mostra un certo ottimismo sottolineando il fatto che in caso di incertezza economica si è sempre portati a cercare investimenti sicuri come il vino: per il 27% dei professionisti del vino intervistati da Cult Wines, infatti, gli investimenti sul vino diventeranno più attraenti per gli investitori internazionali. E, complice la svalutazione della sterlina, Cult Wines già segnala nel suo rapporto un crescente interesse da parte di operatori statunitensi e asiatici.

Ma i vincitori del referendum vedono già l’occasione per ritornare ai bei tempi antichi e se poco ci manca alla richiesta di reintrodurre gli scellini e le ghinee nei loro portamonete, qualcuno nel settore dell’imbottigliamento sta già muovendosi. Tra questi Simon Berry, presidente della più antica ditta inglese per il commercio di vini, la Berry Bros. & Rudd, che chiede a gran voce il ripristino della pinta imperiale per lo Champagne. Una bottiglia da 56,8 cl che l’Unione europea aveva vietato fin dagli anni Settanta e che si trova a metà strada tra la mezza bottiglia da 37,5 cl e quella standard da 75 cl. La pinta imperiale, afferma Mr. Berry, corrisponde a circa quattro calici di Champagne, la misura ideale per una coppia che può così berne ciascuna una a pranzo e una a cena. Lo Champagne infatti, afferma Mr. Berry con una punta di poesia, è nato per essere condiviso idealmente con un'altra persona.