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L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
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Russia: una bottiglia di Asti su tre è contraffatta

‘Che i numeri fossero elevati lo sospettavamo, ma non pensavamo che si potesse trattare di quattro, cinque milioni di bottiglie. Partiranno subito azioni giudiziarie per chiederne il ritiro dal mercato’, così si è espresso Paolo Ricagno, presidente del Consorzio per la tutela dell’Asti Docg rivolgendosi ieri alla stampa internazionale nella sede del Consolato generale d’Italia a san Pietroburgo.

Parte così dalla Russia una battaglia legale internazionale per arginare le contraffazioni di Asti Docg e di Moscato d’Asti Docg: tra le cento milioni di bottiglie vendute in tutto il mondo, infatti, otto milioni hanno preso lo scorso anno la via della Russia, il 60% in più rispetto al 2009. Queste azioni legali sono ora possibili perché a seguito di deposito avvenuto il 4 giugno 2008 la denominazione di origine protetta Asti è stata riconosciuta nella Federazione russa mentre finora i legali del Consorzio avevano potuto svolgere solo azioni extragiudiziali per cercare di sospendere la produzione di spumanti con il nome Asti intenzionalmente aggiunto ma che di piemontese non avevano proprio nulla.

Nel corso della conferenza di san Pietroburgo è stato inoltre spiegato ai presenti come riconoscere i prodotti falsificati ed è stato consigliato l’utilizzo di un programma speciale volto alla tracciabilità del prodotto che dalla lettura del codice di registrazione della bottiglia permette di risalire a tutte le fasi di produzione del vino, dalla data di vendemmia al luogo dell’imbottigliamento.