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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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Una indagine demoscopica sugli italiani e il Chianti

Una ricerca commissionata dal Consorzio vino Chianti è stata realizzata lo scorso mese di maggio con lo scopo di comprendere meglio qual è la percezione della zona e del prodotto presso i consumatori italiani. Ecco alcuni tra i risultati più significativi.

Il primo dato che emerge è la più che buona conoscenza del vino Chianti: appena il 3% non lo ha mai sentito nominare mentre solo il 18% lo conosce ma solo di fama, senza averlo mai consumato. Invece ben 13,4 milioni di italiani bevono Chianti con una frequenza significativa, più volte al mese se non addirittura quotidianamente, con ovvio predominio della Toscana, con il 69%. I principali pregi sono il gusto/sapore (33%), la corposità/robustezza/struttura (26%), il profumo (14%), l’alta qualità garantita (12%), il colore rosso (10%). L’unico difetto è, ma solo per il 20% degli intervistati, il prezzo, talora troppo elevato.

Il consumo personale del Chianti avviene per lo più a casa durante i pasti (53%) oppure al ristorante, trattoria, pizzeria (52%). In minoranza il consumo presso enoteche o wine bar (23%) mentre solo il 9% consuma Chianti fuori dai pasti oppure fuori casa presso bar e pub (7%). I canali d’acquisto utilizzati vedono il prevalere della GDO (supermercato 53%, ipermercato 40%, superette 7%, discount 5%) mentre il prezzo ritenuto corretto per una bottiglia di Chianti non supera i 4 euro (14%), tra 5 e 6 euro (24%), tra 7 e 10 euro (38%), oltre i 10 euro (24%).