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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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Sempre più cari i vini e gli alcolici nel Regno Unito

Dopo un ulteriore aumento delle accise su vino e alcolici nel Regno Unito, da dopodomani infatti una bottiglia di vino costerà 11 pence in più, 3 pence in più per una pinta di birra e 41 pence in più per una bottiglia di alcolici sopra i 37.5°, il governo inglese di David Cameron è intenzionato a contrastare l’abuso di alcolici, dopo che la Scozia ha già varato misure restrittive in questo campo, introducendo dal 1° gennaio 2014 un prezzo minimo obbligatorio di 40 pence per unità alcolica ovvero per ogni grado percentuale di alcol contenuto in una bevanda venduta nei supermercati.

Per il governo inglese, infatti, i costi economici e sociali dell’abuso di alcol sono ritenuti un problema primario e, a sostegno della sua iniziativa, ha diffuso anche dei grafici sul consumo di alcol nel Regno Unito che dimostrerebbero come il rapporto tra il prezzo delle bevande alcoliche e il loro consumo sia inversamente proporzionale.

Il quotidiano inglese DailyTelegraph ha calcolato l’impatto delle nuove norme sui prezzi al consumo: il prezzo minimo di una bottiglia di vino è destinato ad aumentare di 3,60 sterline (4,30 euro), una singola lattina di birra costerà almeno 80 pence (0,95 euro), mentre occorreranno dalle 10,40 alle 11,20 sterline (12,45 -13,40 euro) per acquistare un qualsiasi superalcolico.

Favorevole il mondo medico, quello accademico e le forze dell’ordine, l’opinione pubblica manifesta invece perplessità se non parere contrario e, secondo un sondaggio on line dello stesso quotidiano, il 70% degli inglesi si esprime negativamente affermando che tali misure porteranno i bevitori più responsabili ad avere maggiori difficoltà economiche.