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Documentazioni

L'esperto risponde
L' avv. Ermenegildo Mario
Appiano
risponde su temi
di contrattualistica commerciale,
sulla tutela dei marchi all'estero
e sulla legislazione vinicola

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Vietnam, via i limiti all’import di vino

Il ministero dell’Industria e Commercio vietnamita ha abolito un precedente decreto che limitava le importazioni di vino e di altri prodotti come i cosmetici e i telefoni cellulari. Nel tentativo infatti di limitare le contraffazioni, il decreto ora abrogato imponeva l’importazione di questi prodotti solo via mare, una via più facilmente controllabile rispetto ai confini terrestri del paese. Ma questa scelta aveva portato nel tempo ad un aumento delle formalità amministrative i cui costi si riversavano sui ricarichi della merce importata, con il risultato di vedere i prezzi aumentare anche vistosamente.

Nonostante siano stati tolti questi limiti all’importazione, il prezzo finale al consumatore è ancora appesantito da elevati dazi: una tassa di importazione del 56%, un’accisa, o tassa speciale sul consumo, del 25% sul prezzo cost, insurance and freight (Cif) aumentato del dazio e un’imposta sul valore aggiunto (Iva) del 10% sul valore Cif più dazio più le accise. Nonostante le imposte siano quindi al 91%, in Vietnam la domanda di vino è molto cresciuta negli ultimi anni e le importazioni hanno avuto dal 2003 incrementi annuali medi del 30%.

Leggendo gli ultimi dati statistici disponibili, nel 2010 il valore complessivo dell’import vinicolo è stato di 43 milioni di dollari. La Francia detiene, sempre nel 2010, una quota di mercato del 23%, seguita da Hong Kong e Stati Uniti. L’Italia è all’ottavo posto, con una quota di mercato del 3% circa.